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I gesuiti alle origini della Specola Vaticana

La necessità di riforma del calendario – nel 1580 l’equinozio di primavera, che nel Concilio di Nicea era caduto il 21 marzo, cade invece il giorno 11 marzo – spinge il Santo Padre Gregorio XIII a nominare una commissione di cui fa parte l’astronomo Cristoforo Clavio SJ. Nel 1580 viene presentato il lavoro finale e il calendario gregoriano, che sostituisce il precedente calendario giuliano, entra in vigore a partire dal 1582, non senza tensioni ecumeniche.
Alcuni anni prima, nel 1576, lo stesso Gregorio XIII fa erigere in Vaticano la Torre Gregoriana (Torre dei Venti o Osservatorio Gregoriano), alta 73 metri, nella cui sala della meridiana hanno probabilmente luogo alcune discussioni della Commissione per la riforma del calendario, dato che essa è conosciuta anche col nome di sala del calendario.
Trascorre più di un secolo prima che la Torre dei Venti cominci a essere usata per osservazioni scientifiche. Ma è solo verso la fine del sec. XVIII che alla Torre dei Venti sono installati i primi strumenti astronomici. L’attività cade nel sonno – parallelamente alla soppressione della Compagnia – e gli altri due osservatori presenti a Roma, l’osservatorio Pontificio sul Campidoglio e quello del Collegio Romano, sono incamerati dallo Stato Italiano, rispettivamente nel 1827 e nel 1878. È  nel 1891, dopo alcuni anni di preparazione previa, che Leone XIII dà conferma solenne della (ri)fondazione in Vaticano dell’Osservatorio astronomico, conosciuto con il nome di Specola Vaticana, affidandola alla Compagnia di Gesù. Il lavoro che vi viene svolto ne fa uno strumento di dialogo tra la Chiesa e le scienze, al di là delle polemiche del tempo.

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