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Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù
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La polemica con i giansenisti

E’ una delle dispute teologiche più importanti di cui la Compagnia di Gesù è stata protagonista. I giansenisti sostenevano che l’uomo è destinato a fare il male a causa del peccato originale. Da questa condizione non può uscire se non per l’aiuto della grazia. Anche la buona volontà e le buone opere non sarebbero che il frutto del male che l’uomo porta dentro di sé. A questa teologia così pessimista, i gesuiti oppongono una interpretazione opposta, sostenendo invece che l’uomo conserva la possibilità di scegliere il bene anche dopo la caduta di Adamo. Sebbene in maniera ridotta, l’uomo è ancora libero di scegliere.
Il dibattito tra queste due scuole non resta a livello accademico, ma finisce per influenzare il modo in cui i seguaci dei giansenisti vivono il loro rapporto con Dio,  adottando una disciplina morale molto rigida.
Poco a poco iniziano a radunarsi intorno a questo movimento numerosi conventi femminili e maschili, sacerdoti, vescovi e un folto gruppo di laici. La Francia per prima, ma poi molti altri paesi dell’Europa cattolica, sono addirittura divisi a metà in un periodo in cui la questione protestante è ancora viva.
La dottrina giansenista, dopo anni di dibattiti e di accuse vicendevoli, verrà condannata come non conforme al Magistero, ma continuerà a influenzare la fede delle persone ancora per lungo tempo.

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