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Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù
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Dove sono i gesuiti durante la soppressione?

Nel 1773 la Compagnia di Gesù viene soppressa. I suoi beni sono requisiti dagli Stati e i suoi membri sono costretti a trovare riparo in altri Ordini religiosi o nelle diocesi. Ma ci sono due eccezioni: la zarina Caterina la Grande nella Russia Bianca e Federico II in Prussia (almeno fino al 1776) decidono di non promulgare l’editto papale che dichiara la soppressione. Riconoscendo il valore educativo dei loro collegi, decidono di conservare la Compagnia nei loro territori.
Per i gesuiti che vivono in quella parte d’Europa questo è un problema, perché comprendono che la sopravvivenza dell’Ordine è una questione solo giuridica, e che in realtà stanno andando contro al volere di colui al quale hanno fatto voto di obbedienza. La zarina allora si adopera per ottenere da papa Clemente XIV – lo stesso papa che ha soppresso l’Ordine – una bolla papale in cui autorizza i gesuiti a vivere in Russia e in Prussia. Questa situazione di relativa tranquillità permette a molti ex-gesuiti di rientrare nella Compagnia, anche se i Borboni non vedono di buon occhio questa soluzione e cercano di impedirla.
Nel 1814 Pio VII ripristina la Compagnia, ma a causa di rivalità religiose nate proprio in quel periodo, i gesuiti sono banditi proprio da quella stessa Russia che li aveva accolti.

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