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Gli Esercizi Spirituali, unico testo di preghiera approvato da una bolla pontificia

Francesco Borgia fa pervenire a Papa Paolo III una singolare petizione: l’approvazione pontificia di un libretto di Esercizi Spirituali, scritto da Ignazio di Loyola.
I primi compagni già predicano questi Esercizi con molto frutto. Tuttavia, per essi, Ignazio era stato sospettato e messo in carcere dall’Inquisizione ad Alcalà e a Salamanca.
La risposta del Papa arriva il 31 luglio 1548: ‘Avendo fatto esaminare detti Esercizi e udite anche testimonianze e rapporti favorevoli […] abbiamo accertato che detti Esercizi sono pieni di pietà e santità, e sono e saranno molto utili per il progresso spirituale dei fedeli. Inoltre è per noi doveroso riconoscere che Ignazio e la Compagnia da lui fondata vanno raccogliendo frutti abbondanti di bene in tutta la Chiesa; e di questo molto merito è da attribuire agli Esercizi Spirituali. Perciò […] esortiamo i fedeli d’ambo i sessi, ovunque nel mondo, di avvalersi dei benefici di questi Esercizi e di lasciarsi plasmare da essi.’ A questa prima solenne approvazione, ne faranno seguito altre.
In questo modo, la pratica degli Esercizi Spirituali annuali diventa patrimonio di tutti gli istituti religiosi.

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