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Il papa nero

È l’appellativo applicato al Padre Generale della Compagnia di Gesù, in modo analogo al “papa rosso”, con il quale si allude al Cardinale Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che governa i territori di missione.
Si ignora quando cominci a essere utilizzato, ma non è probabilmente in relazione alla Compagnia di Gesù. Un primo riferimento al “papa nero” – e fino a quel momento non si hanno informazioni che sia stato utilizzato per il Generale dei gesuiti – lo si trova nella biografia del clerico Domenico Sala (prima metà del sec. XIX), conosciuto come il “papa nero”. Al contrario, non è utilizzato in Les affaires de Rome di Lamennais (1836), né lo usa Vincenzo Gioberti per caratterizzare il suo Gesuita Moderno. La testimonianza scritta più antica a oggi conosciuta dell’utilizzo del termine in riferimento al Generale della Compagnia è in Le jésuite (1865) di Jean Hippolyte Michon, dove il P. Roothaan, di ritorno a Roma nel 1850 è acclamato dalla folla con l’esclamazione: “Viva il papa nero!”.
Alla fine del sec. XIX, l’appellativo applicato al Padre Generale dei gesuiti è conosciuto in Europa. Nel 1890 ha già attraversato l’Atlantico: la conferenza del pastore metodista Oliver E. Murray sulla “Cospirazione dei gesuiti contro le istituzioni americane” è pubblicata con il titolo The Black Pope.

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