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I gesuiti e Galileo Galilei

Lo scienziato pisano ha avuto relazioni con molti gesuiti lungo tutta la sua vita.
Il primo di essi è stato Cristoforo Clavio (link interno), che riconoscendone le capacità lo raccomanda per un posto di insegnante a Pisa. I due mantennero per molto tempo un contatto epistolare. Un altro gesuita con cui fu in contatto fu Roberto Bellarmino, il quale cerco’ di impedire la messa all’indice del Sidereus Nuncius durante il primo processo del 1616. La commissione cardinalizia pero’ non accolse le nuove teorie di Galileo, e lo dichiaro’ incompatibile con la fede cattolica.
Non sempre pero’ c’è stato accordo tra i membri dell’ordine e lo scienziato: con P. Orazio Grassi SJ, matematico ed astronomo, la polemica sulla natura delle comete fu molto dura, e Il Saggiatore fu il frutto di questa discussione.
Comunque sia, anche dopo la morte di Bellarmino nel 1621 Galileo trovo’ sostegno presso gli uomini di scienza della Compagnia: quando Galileo fu messo nuovamente sotto processo a causa del Dialogo sopra i Massimi Sistemi, uno dei consulenti convocati fu P. Melchior Inchofer SJ, anche lui matematico, che dichiaro’ che le accuse contro Galileo non sussistevano. Nonostante questo, fu condannato di nuovo.

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