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La delusione di Venezia

Il 27 aprile 1537 il Papa dà al gruppo il permesso di andare in Terrasanta e nello stesso giorno la Sacra Penitenzeria dà il permesso ai gesuiti di costituire un corpo sacerdotale. La situazione politica era molto instabile e le relazioni conflittuali tra i veneziani e i turchi non permettevano a nessuna nave di salpare. Ignazio e compagni decidono di aspettare un anno e nel frattempo si dividono in varie città vicine pregando e vivendo come poveri: così è riportato nell’Autobiografia: “[a Vicenza] trovarono una certa casa fuori dalla città che non aveva né porte, né finestre, nella quale dormivano sopra un po’ di paglia che avevano portato. Due di loro andavano sempre a cercare elemosina due volte al giorno, e portavano tanto poco che quasi non potevano sopravvivere. Ordinariamente mangiavano un poco di pan cotto, quando l’avevano, che era cotto da chi rimaneva in casa. In questo modo passarono 40 giorni, non attendendo ad altro che ad orazioni”.

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