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La veglia di Montserrat

Terminata la convalescenza, e con quello spirito infuocato che contraddistinguerà sempre Iñigo, decide di cambiare vita e diventare pellegrino: dalla sua terra parte povero, dà il proprio denaro per restaurare un’immagine di Maria e per saldare alcuni debiti, poi si congeda dai suoi servitori che lo accompagnano. Incomincia qui un cammino di spoliazione – anche materiale – che lo condurrà alla ricerca di quel Signore tanto desiderato. Nel febbraio del 1522 passa da Aranzazu, un santuario vicino a Loyola, per passare la notte in preghiera e poi si dirige all’abbazia dei benedettini di Montserrat, nei pressi di Barcellona. Alla vigilia della festa dell’Annunciazione, trascorre tutta la notte in preghiera in una “veglia d’armi” al termine della quale depone la sua spada e il pugnale all’altare della Madonna. Regala i suoi abiti da cavaliere ad un povero e si veste da pellegrino: al posto della spada, il bastone del viandante, non più il denaro ma un cuore disposto a chiedere e a cercare.

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