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La visione del Cardoner

Il 25 marzo 1522 da Montserrat va a Manresa, dove conduce per più di un anno una vita di preghiera e penitenza. È un tempo di consolazioni ma anche di profonde desolazioni: la vita passata non smette di tormentarlo, così come i mille scrupoli sul presente non lo lasciano sereno. Il suo modo di vivere, inoltre, con frequenti digiuni e penitenze, indeboliscono non solo il corpo ma anche lo spirito tanto che è portato a pensare anche al suicidio. Ma Ignazio, questo è il nome che prenderà dopo la “veglia d’armi”, ha anche momenti mistici, di elevazione spirituale, di desiderio di quel Dio che continua a cercare; proprio nel periodo di Manresa vive un evento che non lo abbandonerà mai, e che lo confermerà da un punto di vista della consapevolezza. Presso il fiume Cardoner “riceve una grande illuminazione”, da cui esce profondamente trasformato. Così egli stesso riporta: “Camminando così assorto nelle sue devozioni, si sedette un momento, rivolto verso l’acqua che scorreva in basso, e, stando lì seduto, cominciarono ad aprirglisi gli occhi dell’intelletto. Non già che avesse una visione, ma capì e conobbe molte cose della vita spirituale, della fede e delle lettere, con una tale luce che tutte le cose gli apparivano nuove”. Ignazio, di questo periodo, dirà che il Signore lo accompagnava “come un maestro di scuola con un bambino”.

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