Sociale

Perché tutti possano concorrere

La promozione della giustizia è parte integrante del modo di concepire la nostra missione. La persona sia come singolo, sia come popolo, è al centro della nostra attenzione. Cerchiamo di intervenire in quei contesti in cui i diritti fondamentali sono calpestati o fanno fatica a essere riconosciuti. Immigrati, rifugiati politici, profughi, persone senza fissa dimora, persone affette da dipendenze, carcerati: cerchiamo di dar loro voce affinché non si sentano esclusi e reietti dalla società.

La dignità della persona

La nostra azione sociale mira a far si che i poveri e gli emarginati diventino «soggetti» protagonisti del loro cambiamento e non «oggetti» di assistenza. Lavorare a favore e a fianco dei poveri significa stabilire dei legami con loro, accettare di lasciarsi interpellare dalla loro condizione, cercare insieme nuove vie per il recupero della dignità. Il nostro modo di procedere in questo campo ci chiede la pazienza di ascoltare seriamente le persone per andare alla radice del loro disagio e ricostruire con loro il tessuto relazionale che hanno perduto.

Una cultura della giustizia

Non solo lavorare per la giustizia, ma anche promuovere una cultura della giustizia. A una cultura sociale assistenzialista che vede le risorse destinate ai più deboli come perdite, preferiamo la ricerca di nuovi modelli sociali che integrino le fasce più in difficoltà considerandole un investimento a lungo termine, piuttosto che un peso per il benessere comune. La prospettiva personalista che abbracciamo concepisce la libertà non come arbitrio, ma come creazione di legami che diventano relazioni di senso, oltre che di scambio tra domanda e offerta.