Con Gesù

Alla sua sequela

Compagni di Gesù, ovvero suoi amici. Alla base di tutto non un’idea o un concetto. Neppure un ideale. Bensì un’intima relazione con Lui, dove scopri giorno per giorno che di Lui ti puoi fidare e che Lui si fida di te, perché ti conosce per quello che sei. Da questo “sentire” interiore nasce la nostra vocazione: una sequela nell’affascinante mistero della creazione, arricchito dall’ingegno e dalla creatività umana, così pure impoverito dalla mancata solidarietà che genera sopraffazione e umiliazione. Insomma, compagni di Gesù nel grande gioco della vita.

Dove Lui ci porta

Amici del Signore, amici dei poveri. Seguire Cristo che porta la Croce vuol dire aprirci con Lui a ogni genere di sete che affligge l’umanità, riconoscendo che quella sete sta anche dentro di noi. La povertà, in ogni sua declinazione, genera violenza contro la dignità umana. Già Ignazio e i primi compagni sentirono l’urgenza di raggiungere, alle frontiere come al centro della società, coloro che si sentissero esclusi. Oggi continuiamo questo impegno per instaurare relazioni di giustizia cercando di guardare il mondo dalla prospettiva dei poveri e degli emarginati, imparando da loro e agendo per loro e con loro.

Liberi come il vento

La relazione con Lui ci rende liberi. Liberi di uscire da noi stessi e andare incontro agli altri, riconoscendo in loro la stessa libertà. Libertà vera, che può anche rifituare o contrapporsi, ma che non ci impedisce di voler bene comunque. Perché l’amore rimane e persevera. Questa è l’esperienza che noi viviamo con Lui, continuamente avvolti dal suo perdono, anche quando gli voltiamo le spalle. Questo è il modo in cui cerchiamo di  porci di fronte alle persone. Liberi, non di fare ciò che vogliamo, liberi di amare. Sì, come Lui ci ama.