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I gesuiti sono laureati?

Le tappe del percorso religioso all’interno della Compagnia di Gesù prevedono lo studio della teologia e della filosofia, con il conseguimento della licenza, della laurea ma anche di master e dottorati.

Molti pensano che i gesuiti siano dunque tutti laureati e tutti in materie teologiche o afferenti alle Sacre Scritture, ma non è sempre così.

Oggi l’età media d’ingresso in noviziato è più alta rispetto al passato, non è più possibile ammettere ragazzi di 14, 15 o 16 anni, i novizi possono avere anche più di trent’anni, quindi spesso i candidati hanno già un titolo di studi precedentemente conseguito.

Medici, ingegneri, laureati in giurisprudenza ed economia e commercio o non necessariamente laureati: sono molteplici i percorsi scolastici di ogni novizio e membro della Compagnia.

Anche qui spesso si ritiene che si tratti di ex alunni delle scuole della Compagnia o di giovani laureati della Pontificia Università Gregoriana.

In realtà ci sono moltissimi aspiranti gesuiti che hanno conosciuto la Compagnia di Gesù lontano dai banchi della propria scuola o università pubblica.

Questo “pregiudizio” del gesuita necessariamente fornito di laurea è ancor più radicato per i secoli passati della Compagnia, ma una verifica in archivio può rivelare sorprese.

I fascicoli personali infatti conservano la documentazione ufficiale e spesso i titoli conseguiti prima dell’ingresso in Compagnia. I titoli e gli studi sono anche menzionati dai singoli aspiranti al momento dell’ingresso in noviziato in cui i candidati scrivevano di sé stessi in un registro, oggi consultabile.

Il primo dato che si ricava riguarda i fratelli, una figura molto importante nella Compagnia di Gesù: i più vicini al servizio quotidiano, indispensabili giardinieri, cuochi, meccanici, elettricisti, sarti e botanici. La maggior parte di loro disponeva già all’ingresso in noviziato di un proprio bagaglio personale ed esperienziale di uno specifico mestiere, riferendo anche in merito alle esperienze fatte.

Questa competenza era molto apprezzata e indispensabile poiché il fratello gesuita, dopo i due anni di noviziato era subito inviato alla sua prima comunità, un servizio che durava spesso mezzo secolo tra collegi e case per gli esercizi spirituali. Pur imparando molto in noviziato, la specializzazione pratica favoriva il proprio futuro incarico soprattutto per chi avesse competenze specifiche come fabbri, falegnami, elettricisti e meccanici.

Competenze ancor più preziose per quei confratelli destinati alle missioni più povere.

Gli aspiranti “padri” invece potevano essere laureati o meno, ma pochi erano già avvezzi agli studi teologici o erano usciti dai seminari.

P. Giuseppe Carones, ad esempio, era un giovane ingegnere al momento dell’ingresso in noviziato, appartengono a lui i due libretti universitari che vedete in fotografia, con tutti gli esami conseguiti presso il Politecnico di Milano. Una formazione ben diversa da quella del seminario, infatti p. Carones entra nella Compagnia di Gesù dopo aver frequentato un corso di esercizi spirituali, seguendo poi il normale iter di studi previsto dalla Compagnia. P. Colombo Raineri, prima dell’ingresso nell’Ordine invece si era iscritto all’Università Cattolica di Milano, nella facoltà di lettere e filosofia. Invece p. Andre Gianni aveva conseguito, nel 1905 presso l’Università di Padova, la laurea in scienze naturali.

Molti gesuiti conseguono, durante la formazione, anche lauree in matematica, o astronomia, fisica a seconda dei propri interessi e dell’apostolato al quale sono chiamati o si sentono più portati.

                                                                                                          Maria Macchi

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