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Archivio storico

I giovanissimi novizi

L’ingresso nella Compagnia di Gesù avviene oggi ad un’età media che oscilla tra i 27 e i 30 anni, il limite anagrafico massimo è di 50 anni, ma in passato era molto più bassa.

I ragazzi che prima di bussare alla porta del noviziato scrivevano al Provinciale per essere ammessi come novizi, spesso andavano ancora a scuola ed erano poco più che bambini.

Quattordici, quindici, sedici anni erano queste le età più frequenti dei candidati ammessi al noviziato.

Da dove arrivava una così precoce vocazione?

Nelle memorie rilasciate dai novizi scopriamo che l’interesse per la Compagnia è nato talvolta dalla lettura delle vite dei primi padri della Compagnia, o, molto spesso, dal desiderio di andare in missione.

Tuttavia, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la maggior parte dei novizi proveniva dalle scuole apostoliche.

Si tratta di scuole per bambini e ragazzi che dimostravano una precoce vocazione, tra i dieci e i quindici anni, e che erano gestite dalla Compagnia di Gesù in varie città.

Si trattava di un’alternativa al Seminario, che aveva criteri d’accesso più rigorosi e talvolta rette troppo alte: inoltre le scuole apostoliche, a differenza dei collegi della Compagnia, erano aperte a tutti e spesso le famiglie chiedevano l’iscrizione dei propri figli per garantire loro vitto e alloggio.

L’iscrizione alla scuola apostolica non garantiva l’accesso al noviziato, spesso erano gli stessi padri a indirizzare i ragazzi su altri percorsi di vita.

Gli apostolini, così erano definiti i ragazzi iscritti a queste scuole, spesso nelle lettere sono descritti come particolarmente pii, caratterizzati già da un profondo sentimento spirituale.

Leggiamo la lettera con il quale Suor Aloisia presenta al Provinciale della Veneto – Milanese un bambino, di cui non conosciamo il nome di Battesimo ma solo il cognome: Dagnino.

Sala Bagnanza, 8 dicembre 1915

Reverendissimo Padre,

Consigliata dal Rev.do padre Luigi M. Vismara, oso presentarmi a Vostra Reverenza per farle domanda di accettare nel suo istituto di Brescia fra gli Apostolini il nipote di P. Raffaele Dagnino; frequenta la quarta classe ed ha 10 anni compiuti. Alla prima domanda che feci io stessa ai genitori e ai nonni del bambino per lasciarlo partire e soddisfare così al suo vivo desiderio ebbi una risposta negativa, la seconda volta fui esaudita, ma quando andai a san Michelino per presentare il bambino al P. Vismara che tanto se n’era interessato, il Padre era assente e dal Reverendo P. Rettore non potei avere le informazioni che speravo.

Allora pensai di seguire il consiglio che il p. Vismara mi diede sin dal primo giorno che gli parlai del bambino, cioè di rivolgermi a Vostra Reverenza. Il piccolo desidera talmente venire da loro che l’altro giorno quando si trovava a S. Michelino, sarebbe partito anche subito per Brescia senza tornare a casa a riabbracciare la madre. È molto vivace, ma è imbevuto di sentimenti cristiani, ha fatto la Prima Comunione a sei anni e come i genitori non volevano lasciargliela fare, egli stesso andò dal parroco a domandargli tale favore, ed ora frequenta spesso i Sacramenti. […]”.

La descrizione del bambino è mediata dallo scritto di questa suora.

Non conosciamo l’evoluzione di questa storia, ma sappiamo che questo bambino non è entrato nella Compagnia di Gesù.

Non è il solo però che così giovane fosse proposto per le scuole apostoliche, insieme ad adolescenti che personalmente chiedevano di entrare in noviziato.

Gli stessi membri più anziani della Provincia Euro – Mediterranea che oggi arrivano a compiere giubilei di 50 e 70 anni di vita in Compagnia sono stati proprio quei piccoli e pii novizi.

Le scuole apostoliche sono state chiuse a partire dalla metà del Novecento, le ultime hanno terminato le attività intorno gli anni Ottanta.

                                                                                                          Maria Macchi

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