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Archivio storico

Lorenzo Rocci, il padre del Vocabolario

Quante generazioni di studenti italiani del liceo classico si sono confrontate con il Dizionario della lingua greca, il Rocci? Croce e delizia degli studenti, ma anche strumento indispensabile di studio e di lavoro per professori e grecisti, il Rocci è rimasto nei decenni fedele, seppur con degli aggiornamenti, alla sua prima edizione. Eppure molti studenti di ieri e di oggi ignorano che l’artefice di quell’opera fosse un gesuita. Nell’archivio si conserva il suo diario e alcune lettere.

Lorenzo Rocci nacque a Fara Sabina l’11 settembre 1864, studiò presso il convitto di Anagni della Compagnia di Gesù prima di entrare nell’Ordine; in veste di gesuita fu impegnato per decenni nell’insegnamento. Il dizionario è stato strutturato e organizzato proprio nel corso degli anni di insegnamento, anche a vantaggio dei propri allievi, probabilmente presso il Collegio Mondragone dove il padre ha risieduto per molto tempo. Purtroppo nulla è rimasto delle schedine che costituivano l’iniziale patrimonio lessicale cui il gesuita attingeva per la composizione del vocabolario, probabilmente andate distrutte dopo la sua morte, avvenuta nel 1950, o con la chiusura del Collegio Mondragone, quattro anni dopo. Presso il nostro archivio storico, tuttavia, si conserva il diario personale di p. Lorenzo, scritto a partire dal 1880, anno dell’entrata in noviziato, fino al 1929. Il documento testimonia la febbrile attività del gesuita, dapprima come studente poi come traduttore e studioso dell’Iliade e dell’Odissea delle quali curò delle edizioni in lingua italiana e contemporaneamente come docente al Massimo e poi a Mondragone. Pubblicò anche un testo di esercizi in lingua greca.

Lorenzo Rocci insegnò greco e latino per circa cinquant’anni, se si considera l’assistenza svolta nel corso del suo magistero proprio agli studenti dei collegi della Compagnia, recandosi spesso presso la casa editrice “Società editrice Dante Alighieri” per consegnare le bozze dei testi o ritirare il compenso dovuto per le pubblicazioni.

Una vita per lo studio e l’insegnamento della lingua greca e di quella latina, un’attitudine che lo contraddistinse fin dai primi anni in Compagnia, quando a proposito dell’insegnamento impartito dai gesuiti scrisse «scuole troppo paterne in cui, più che altro, feci da me».

La scelta di entrate in Compagnia affonda le radici in una tradizione famigliare: anche il padre del grecista aveva studiato presso i gesuiti, nel collegio di Piacenza, un periodo del quale conservava un buon ricordo e di cui parlava spesso con ogni gesuita che il figlio aveva modo di presentargli, come lo stesso p. Lorenzo racconta nel proprio diario.

Restano di p. Lorenzo Rocci, oltre ai documenti riguardanti la sua vita in Compagnia, e il diario, alcune lettere di avi e familiari, raccolte probabilmente per poter ricostruire la storia della propria famiglia, un progetto che non ebbe tempo di ultimare: p. Lorenzo morì infatti il 14 agosto 1950 a Roma all’età di 86 anni.

Le carte di p. Rocci e i documenti che ne testimoniano la vita in Compagnia sono conservati nel fondo della Provincia Romana.

Maria Macchi

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