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Mio fratello è un gesuita

Oggi non parliamo del fratello gesuita, inteso come laico consacrato, ma di fratelli di sangue.

Molti gesuiti non sono figli unici ma hanno sorelle e fratelli, spesso a loro volta membri di altri ordini religiosi, qualcuno è anche passato alla storia come ricordiamo in questo approfondimento.

La punta di oggi si sarebbe potuta intitolare anche “Mio fratello è un vip della storia”, ma si sa, si diventa personaggi storici finendo sui manuali, anni dopo il decesso, quindi questi gesuiti non avevano ancora la certezza di essere fratelli di scrittori, patrioti e personaggi famosi.

Per questo motivo è più probabile che fosse il fratello laico, non ancora blasonato dalla storia, a dire “Mio fratello è un gesuita”.

Definiva certamente così il proprio fratello un certo Silvio Pellico, patriota e autore delle celeberrime memorie “Le mie prigioni”. P. Francesco Pellico era infatti suo fratello.

Nato a Saluzzo il 12 febbraio 1802 era entrato nella Compagnia di Gesù il 12 novembre 1834, aveva preso i primi voti il 2 febbraio 1945 ed era deceduto il 29 aprile 1884 a Chieri. Nel corso della propria vita, oltre ai diversi apostolati ricoperti si era dedicato anche a raccogliere gli scritti del fratello Silvio, dopo la sua morte.

P. Luigi Taparelli d’Azeglio non è solo un omonimo dei senatori D’Azeglio, ma loro fratello.

Nato a Torino il 24 novembre 1793, entrò nell’ordine il 12 novembre 1814 a Roma, pronunciò gli Ultimi Voti dieci anni dopo, l’8 dicembre 1824, morì il 21 settembre 1862 a Roma, dopo aver contribuito a fondare la rivista “Civiltà Cattolica” per la quale scrisse a lungo.

Nella foto che accompagna la rubrica sono presenti due documenti estratti dal fascicolo di p. Taparelli d’Azeglio, una lettera personale e la comunicazione del decesso della madre e la fotografia dell’anziano p. Francesco Pellico.

Forse non molti sanno che uno dei fratelli della nota e apprezzata attrice Bice Valori fosse un gesuita: p. Paolo Valori con una lunga carriera di docente presso la Pontificia Università Gregoriana.

Non solo fratelli, ci sono diversi altri gradi di parentela anche con altri personaggi storici.

Mons. Pacelli, poi salito al Soglio Pontificio con il nome di Pio XII, era infatti lo zio di un gesuita: Giuseppe Maria Pacelli, che non poté mai fregiarsi della parentela con lo zio Papa, il giovane gesuita morì in fatti nel 1928, a soli cinque anni dall’ingresso in noviziato e undici anni prima che lo zio fosse eletto Pontefice.

                                                                                                          Maria Macchi

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