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Archivio storico

Una lista della spesa “vecchia” di cinquecento anni

Fare la spesa per sé stessi o per una famiglia comporta un certo grado di organizzazione, pensiamo a cosa volesse dire, a fine Cinquecento, farla per un intero e popoloso noviziato.  Oggi siamo a Roma, alla fine del XVI secolo, nel primo noviziato della Compagnia di Gesù, quello di S. Andrea al Quirinale.

Il nostro archivio storico conserva soltanto un volume della documentazione prodotta dal noviziato per l’Antica Compagnia, quindi dai primi anni di attività della casa di probazione fino al 1773.

L’intero fondo archivistico del noviziato di S. Andrea, prodotto nei secoli dell’Antica Compagnia si conserva all’ARSI, mentre le carte prodotte dalla ricostituzione della Compagnia di Gesù fino alla chiusura del noviziato nel 1871 sono conservate nel nostro archivio.

Proprio questo volume, riguardante le consuetudini dei novizi, gli orari delle loro giornate, le regole e gli avvisi di casa, ci regala lo spunto per l’odierna rubrica. Infatti, tra gli orari, le regole e le letture consigliate ai novizi, si trova una vera e propria lista della spesa: gli ingredienti necessari per sfamare l’intera comunità, molti di questi erano acquistati nei mercati di Roma, altri provenivano dalle terre coltivate dai novizi, che assicuravano alla comunità frutta, olio e vino, i terreni erano situati al Macao, una zona di Roma oggi corrispondente a Castro Pretorio. Il lavoro nella vigna era anche parte integrante della formazione dei novizi.

Elenchiamo di seguito la lista degli alimenti, riportandone fedelmente la scrittura, per conoscere quali fossero le esigenze alimentari di gesuiti vissuti ben cinquecento anni or sono, la fotografia della rubrica ci mostra proprio la lista.

Tra gli ingredienti si distinguono:

Cascio [formaggio]

Brugne secche

Favetta

Trippa

Fegato in guazzetto

Mosto cotto

fichi freschi

mezza cucuzza [in romanesco così chiamati gli ortaggi come zucca, zucchina]

Fascioli in scorza

Uva passa grossa

Briccocoli [Broccoli]

Melloni [meloni]

Carne trita

Latte senza schiuma

Farinella

Vermicelli

Pancotto

Carne stufata

Ova

Cascio duro [formaggio a pasta dura]

Cerase [in romanesco: ciliegie]

Visciole

Nocchie [in romanesco: nocciole]

Persiche [la fonte specifica che si tratti di mele e pere, nel dialetto romanesco più moderno invece sono così chiamate le pesche]

Piselli freschi scafati [in romanesco: sbucciati]

Piselli freschi in scorza

Oltre a dirci cosa mangiassero i gesuiti, in un’epoca precedente alla diffusione del pomodoro e di prodotti arrivati dalle Americhe – già conosciuti da quasi un secolo, tanto il tempo trascorso dalla scoperta dell’America, ma non ancora commercializzati al dettaglio – questa lista aiuta anche i ricercatori che studiano la storia della lingua italiana, potendo verificare come fossero chiamati all’epoca molti ingredienti e comprendendo evoluzioni lessicali e linguistiche.

Maria Macchi

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