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I gesuiti e i giovani: un mondo declinato al maschile?

Presentazione di un libro presso la comunità dei gesuiti di Villapizzone a Milano

Sacerdoti, fratelli, professori, prefetti, convittori: quello della Compagnia e della gioventù storicamente assistita dai gesuiti sembra essere un mondo esclusivamente al maschile. Lo era davvero?

L’ordine dei gesuiti è un ordine esclusivamente maschile, non prevedendo una congregazione religiosa femminile gesuitica, sebbene ne esistano diverse di ispirazione ignaziana.

I collegi della Compagnia di Gesù, storicamente, erano destinati alla formazione di bambini e ragazzi, alle bambine erano destinate scuole e collegi spesso gestiti da congregazioni femminili. L’istruzione femminile, nei secoli precedenti, era considerata inutile per la maggior parte delle bambine, divenuta obbligatoria solo nel Novecento.

Viene quindi da chiedersi: si tratta di un mondo esclusivamente al maschile?

Le fonti dell’archivio storico ci vengono in aiuto anche questa volta, raccontandoci di istituzioni legate a specifici contesti storici, di evoluzioni e anche di sorprese inaspettate.

Se è vero che in molti collegi della Compagnia di Gesù non studiarono mai bambine o ragazze, come a Loreto, Livorno, Strada, Villa Mondragone, in altri ci sono le classi miste.

I collegi che sono “sopravvissuti” alla storia, come l’istituto Massimiliano Massimo a Roma, il Leone XIII a Milano, il Sociale a Torino, il Pontano a Napoli, l’Ignatianum a Messina e il St. Aloisius College di Malta, nel corso del tempo hanno aperto le proprie porte anche a bambine e ragazze, dando vita alle classi miste, dalla fine degli anni Settanta del Novecento.

Anche negli oratori sembra registrarsi una presenza esclusivamente maschile, ma anche questo è dovuto alla contestualizzazione storica: l’oratorio S. Giuseppe di Firenze, ad esempio, fu attivo soprattutto della prima metà del Novecento con lo scopo di assistere l’infanzia a rischio e insegnare ai ragazzi anche un mestiere oltre a dar loro un luogo dove giocare.

L’oratorio di Bergamo, invece, attivo fino agli anni Duemila aveva visto entrare tantissime bambine e ragazze, molte delle quali appassionate lettrici e redattrici del giornalino dell’oratorio.

I gesuiti si occupavano anche di alcune parrocchie e proprio qui convivevano nel catechismo, bambine e bambini, raffigurati nella fotografia di una Prima Comunione al Gesù Nuovo di Napoli benché divisi per gruppi.

Se i collegi e gli oratori divennero sempre più ricettivi verso la popolazione scolastica femminile, comprendendo anche maestre, professoresse e presidi donne, ci furono alcune istituzioni che non si preclusero mai nei confronti delle donne.

La congregazione mariana, di cui spesso la rubrica si è occupata, prevedeva la sezione maschile e quella femminile.

Nella fotografia leggiamo il frontespizio del “Diario delle Figlie di Maria”, l’ala femminile della congregazione mariana di Bergamo.

Nel corso del Novecento sorsero diverse istituzioni legate ai gesuiti che unificarono velocemente la sezione maschile con quella femminile: la Lega Missionaria Studenti, la CIDROS, il gruppo Ragazzi Nuovi, il MEG.

Nei collegi, la Prima Comunione veniva celebrata tanto per i convittori che per le sorelle o parenti, sono diverse le foto che lo testimoniano.

Presso i collegi inoltre erano attive, in alcuni casi lo sono anche oggi, le associazioni di madri dei convittori, la cui cura spirituale era affidata a uno dei gesuiti del collegio.

 

                                                                                                           Maria Macchi

 

 

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