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Uscire dalla Compagnia di Gesù

Una delle prime regole che si impara consultando i cataloghi storici della Compagnia è che il nome di un gesuita non può scomparire improvvisamente da un catalogo, da anno all’altro, se non sia indicato tra i defunti o i dimessi. Uscire dalla Compagnia è possibile. Vestire l’abito religioso è una scelta e come tale è suscettibile di riflessione, ripensamenti, dubbi e può essere quindi revocata.

La maggior parte dei gesuiti che entravano nella Compagnia di Gesù proseguivano il proprio cammino religioso dopo il noviziato, ma una percentuale dei novizi sceglieva di lasciare la Compagnia, questo si verifica anche oggi.

Le ragioni sono varie, mutate anche nel corso del tempo: alcune motivazioni che potevano condurre a lasciare la Compagnia a metà Ottocento, oggi non giustificano più le dimissioni, come ad esempio i motivi di salute.

Le dimissioni possono essere richieste direttamente dal gesuita o imposte dall’ordine.

Dai registri storici delle dimissioni conosciamo le diverse ragioni che potevano condurre un gesuita a chiedere le dimissioni. Ci accompagna nel nostro viaggio in archivio di oggi, il registro degli ammessi e dimessi della Provincia Veneto – Milanese, compilato tra Ottocento e primi del Novecento.

In molti casi non si tratta dell’affievolimento della vocazione, ma della scelta di un altro carisma religioso. Molti gesuiti infatti, nel corso degli anni, sono entrati in altri ordini religiosi: francescani, cappuccini o nel clero diocesano, comprendendo che la propria vocazione fosse orientata ad apostolati differenti.

Vediamo le ragioni che in passato potevano giustificare le dimissioni ma che oggi non sono più in vigore, come la “valetudinis causa” per ragioni di salute, o “ob difectum oculis” quindi per problemi di vista.

Le ragioni di salute potevano abbracciare un’ampia casistica: dalle malattie croniche a particolari problemi legati all’impossibilità di svolgere l’apostolato, come la perdita della vista o della voce o ancora l’infermità.

Rientrava tra queste ragioni l’uscita di Monaldo Leopardi dalla Compagnia di Gesù, in seguito a diversi problemi di salute riscontrati tra il noviziato ed i primi anni di studio come scolastico.

Altri registri riportano tra i malesseri: un frequente mal di testa, un carattere poco incline all’obbedienza o particolarmente livoroso, la melanconia un termine oggi più correttamente definito “depressione”.

Tra le ragioni più frequenti per l’uscita dal noviziato c’è la constatazione di una vocazione non così forte, il periodo del noviziato infatti ha tra le proprie finalità anche quella di appurare la profondità della propria chiamata al servizio di Dio.

Oggi non si esce più dalla Compagnia di Gesù per questioni di salute, ma il noviziato ha mantenuto la peculiare finalità probante della vocazione, i due anni di vita consentono ai novizi di testarla e mettersi alla prova, continuando a farlo anche nel corso della propria vita religiosa.

L’uscita dalla Compagnia di Gesù può avvenire infatti anche in seguito, la procedura differisce a seconda del momento della vita religiosa in cui il gesuita lascia la Compagnia, se prima o dopo l’ordinazione presbiterale e se richiesta prima o dopo gli ultimi voti.

                                                                                                          Maria Macchi

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