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Amazzonia-Roma: incontro con il Centro di cultura alternativa

Educare i bambini a scoprire e a proteggere la bellezza della loro terra, a difendere la loro cultura, a essere consapevoli dei propri diritti, esercitando democrazia e cittadinanza attiva, attraverso il gioco e le dinamiche di gruppo. È questo uno dei principali obiettivi del Centro Alternativo de Cultura (CAC) di Belém, in Brasile, partner locale della Fondazione MAGIS.

Anche di questo si è parlato il 20 febbraio, a Roma, presso la sede della Fondazione MAGIS ETS, durante l’incontro-testimonianza con il prof. Juscelio Mendonça Pantoja, nativo dell’Amazzonia brasiliana, pedagogista ed educatore presso il Centro Alternativo de Cultura.

Da più di 30 anni il CAC, fondato dai gesuiti brasiliani in Amazzonia, opera per la giustizia socio-ambientale servendo le popolazioni amazzoniche, in particolare ribeirinhas (popolazioni che vivono lungo i fiumi) e quilombolas (discendenti degli schiavi neri fuggiti dalle piantagioni), che subiscono gravi violazioni dei diritti umani e nuove forme di schiavitù.

Il lavoro del CAC, svolto in collaborazione con la Fondazione MAGIS, è l’ascolto delle popolazioni. In questo ci si ispira pienamente alla pedagogia di P. Freire in cui l’ascolto è la prima azione dell’educazione, che in tutto tende al dialogo, con tutte le implicazioni che ne derivano per gli educatori e gli insegnanti. L’impegno è quello di rendere i bambini, i ragazzi e anche gli adulti liberi di scegliere, di discernere quale è il bene maggiore per tutti.

L’incontro si è focalizzato sul racconto della recente COP 30 di Belém, a cui il CAC ha partecipato con alcuni suoi rappresentanti. La COP 30 è solo l’ultima tappa in un processo di mobilitazione e attivismo dei movimenti popolari che inizia molti anni prima e che diventa più incisivo con gli accordi di Parigi nel 2015.

La visibilità e la testimonianza delle popolazioni indigene amazzoniche a difesa della foresta e dei diritti violati negli ultimi 10 anni si è manifestata in molte occasioni, anche grazie alla costante attenzione loro data da Papa Francesco e all’appoggio della Chiesa locale e non solo. Oltre all’azione della Compagnia di Gesù a sostegno delle popolazioni, ad esempio attraverso la campagna “Gesuiti per la Giustizia Climatica: Fede in Azione alla COP30”.

Nell’incontro infatti si è ricordato il Sinodo dedicato all’Amazzonia nel 2019 e la Esortazione Apostolica finale denominata “Querida Amazonia” che promuove l’alleanza con le popolazioni locali, come visione globale della Cura del Creato, del “tutto è connesso”, dell’ecologia umana integrale.

A conclusione dell’intervento gli amici, sostenitori e benefattori della Fondazione presenti hanno rivolto domande e richiesto chiarimenti sugli aspetti meno noti della COP 30 che non sono stati evidenziati dai media globali. Ad esempio si è parlato della “Cúpula dos Povos”, un evento parallelo alla Conferenza, organizzato dagli attivisti di tutto il mondo, all’interno del quale si sono tenuti incontri, laboratori e gruppi di lavoro anche con i bambini del CAC, e in parte con il coinvolgimento di alcuni rappresentanti delle istituzioni brasiliane.

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