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Giovani e nuovi cammini in politica

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A distanza di trent’anni, nasce nuovamente a Genova una scuola di formazione politica, POLIEDRI, che è innanzitutto un progetto pensato per tutti i giovani interessati alla “Res Publica” che si prefigge di sviluppare in modo innovativo il tema della formazione politica fornendo conoscenze specifiche.

«POLIEDRI-Scuola di formazione politica e di cittadinanza attiva» nasce alla luce dell’esperienza diretta da padre Pietro Millefiorini SJ tre decadi fa all’Istituto Arecco.

Le iscrizioni alla scuola, che avrà inizio ad Ottobre, si chiuderanno il 10 settembre. Il link diretto è il seguente: http://poliedri.it/contatti/ . Ulteriori approfondimenti al sito www.poliedri.it .

POLIEDRI è innanzitutto un progetto pensato per tutti i giovani interessati alla “Res Publica” che si prefigge di sviluppare in modo innovativo il tema della formazione politica fornendo conoscenze specifiche. Il presupposto fondante è l’urgenza di individuare cammini nuovi e persone nuove per costruire spazi di convivenza civile fondati sul rispetto, sull’etica e sull’onore individuale e collettivo che sono propri della democrazia.

Trent’anni dopo, l’istituto Arecco non c’è più ma il segno della missione dei gesuiti a Genova è fortemente tangibile e arricchisce la città con questa nuova iniziativa. Ancora una volta la voce dello Spirito ha suggerito una scelta audace ai laici ignaziani, proponendo in questo difficile momento storico una scuola di formazione politica. Ora la politica è diventata quella cosa verso cui tutti nutrono diffidenza ma «La politica è per sé un bene – scriveva nel 1925 Sturzo -, il far politica è, in genere, un atto di amore per la collettività: tante volte può essere anche un dovere per il cittadino».

Il progetto è iniziato due anni fa dall’incontro di generazioni diverse, guidate da padre Francesco Cavallini SJ, che hanno avvertito non solo la mancanza di una formazione della classe politica ma anche la necessità di correggere la decisa inclinazione pragmatica del confronto politico, per riproporre invece alla coscienza pubblica questioni etiche di più alto profilo.

La scuola, che si avvale di un comitato scientifico e di un corpo docenti autorevole a livello nazionale, è promossa in collaborazione con la Compagnia di Gesù, ma ha un’impostazione laica e apartitica; nei mesi scorsi è stata “lanciata” attraverso un ciclo di tre lezioni aperte alla cittadinanza, tenute dal Dott. Alberto Guasco (su Aldo Moro e il suo ruolo nella politica italiana), da p. Gaetano Piccolo sj (sul romanzo 1984 e il rapporto fra linguaggio e politica) e dalla Prof.ssa Ilaria Queirolo (sull’Unione europea e le nuove sfide che si profilano).

POLIEDRI vuole essere dunque una chiave interpretativa del reale, una lente d’ingrandimento, una luce accesa sulle sfide di oggi per rendersi conto di questioni cruciali e proporre in primo luogo alcuni principi, alcune idee ispiratrici essenziali che rischiano continuamente di essere dimenticate. Ad esempio, che il bene comune è il fine, il criterio e la ragion d’essere di ogni attività e di ogni potere politico ed è quindi la molla fondamentale dell’agire politico. In secondo luogo, proponendo anche la necessità della competenza e suggerendo le vie per acquistarla. Questo punto è essenziale nella nascita della scuola. Non basta la buona volontà per confrontarsi con i problemi di una società complessa: prenderli sul serio richiede veramente studio e fatica dell’intelligenza, confronto interdisciplinare e apporto di persone esperte nei diversi campi.

Comprendendo come sia necessaria per realizzare una vocazione politica la capacità di coniugare le due cose, POLIEDRI avvalendosi della metodologia euristica vuole guidare gli allievi alla scoperta e alla ricerca personale dotandoli non tanto di risposte ma di un metodo per individuarle e approfondirle in autonomia.

In conclusione, a distanza di trent’anni è utile rileggere un articolo di Aggiornamenti Sociali del Dicembre 1988 dove veniva pubblicato l’intervento di padre Federico Lombardi SJ, allora provinciale dei gesuiti italiani, in occasione della cerimonia di inizio dei corsi sistematici della “Scuola di formazione politica” di Genova. Dell’intervento quanto mai attuale e di cui vi invitiamo alla lettura ( http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/i-gesuiti-e-le-scuole-di-formazione-politica/ ), c’è un aspetto che è importante sottolineare e che vogliamo riportare: “ […] dietro all’impegno dei gesuiti nelle scuole di formazione politica, e più in generale nelle loro prese di posizione in argomento politico anche su riviste o da altre tribune, non c’è intenzione di « fare politica», non vi è cioè alcuna strategia, alcun disegno recondito per condurre il gioco delle forze politiche in una determinata direzione. […] E ancora, attraverso le scuole di formazione politica non c’è il disegno di inserire una forza politica nuova di pressione in uno o nell’altro partito, per influire su di esso o condizionarlo. C’è unicamente il disegno di formare uomini liberi, che possano liberamente mettersi in azione con competenza in molte direzioni[…]In questo senso, certamente, le scuole di formazione politica costituiscono una sfida e un interrogativo per i partiti, perché si muovono intenzionalmente al di fuori delle logiche di schieramento e tendono esplicitamente a spostare l’attenzione verso i valori, verso la sostanza dei problemi e verso la competenza, spiazzando chi si muove in un’ottica di mero pragmatismo politico. Ma questo di per sé non va visto con apprensione bensì con soddisfazione, come fatto appunto di libertà, come invito alla riflessione e al confronto con tutti coloro, cattolici e non, che sentono queste esigenze, che sentono il bisogno di non porsi come obiettivo primario il successo politico immediato, ma la risposta a domande che maturano nel profondo della coscienza civile del Paese nel mutare delle sue condizioni storiche. Ai partiti accogliere questa sfida, lasciar crescere al loro interno e attorno a loro uno spazio di libertà intellettuale e morale che è vitale per la loro rigenerazione”

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