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Con i giovani in Terra Santa, da 20 anni in cammino

Un’esperienza che nasce da lontano quella dei pellegrinaggi offerti dai gesuiti ai giovani. Punto di partenza “la passione, lo studio, la conoscenza del territorio dei padri che ci hanno preceduto nell’Istituto biblico: Rossi De Gasperis, Cesare Geroldi, Paolo Bizzetti” racconta p. Francesco Cavallini.

“Le proposte di De Gasperis sono state declinate da Geroldi per i giovani. A mia volta ho introdotto in queste un rapporto più diretto con la natura, aumentato i giorni di permanenza, inserito più avventura”.

Sedici i giorni di cammino proposti. “Ripercorriamo la storia della salvezza a medaglioni incontrando il Signore Gesù come continuazione di una storia della salvezza che inizia con la creazione. Per questo le nostre prime tappe sono nel deserto del Negev fino al Mar Rosso” spiega. “Allo stesso tempo procediamo su due livelli: la proposta degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio – le 4 setttimane – meditando all’inizio, in questi scenari meravigliosi del deserto e delle oasi, Genesi 1 e 2 per riscoprire la bellezza del creato, recuperare una visione positiva del mondo e di sè.

Poi il confronto con il peccato e il male, la redenzione ad opera di Gesù e sulle Sue tracce arrivare in Galilea fino a Gerusalemme, con il dono della vita, dello Spirito Santo ai discepoli e l’invio”.

Il tutto è offerto meditando la Parola nel luogo in cui quegli episodi sono avvenuti, poi attraverso esperienze sensoriali: “meditare il peccato nel deserto, la redenzione in una bellissima oasi che richiama l’acqua viva, Gesù stesso”. Altro ingrediente importante è la conoscenza della geografia. “I ragazzi capiscono meglio, vedendo i luoghi in cui si è incarnata la storia della salvezza”. Infine lo stare nella natura, “condizione che fa bene psicologicamente, antropologicamente: sperimentare l’alba, camminare nel deserto, bagnarsi nel mar Morto, dormire sulla spiaggia del lago di Tiberiade”.

16 giorni con in mano la Bibbia “che ripercorriamo in lungo e in largo: un percorso storico, naturalistico, archeologico ma soprattutto spirituale” arricchito dall’incontro con la dura realtà dei territori occupati, il disagio, i diritti negati. Ci lasciamo interpellare da queste situazioni ma anche ascoltiamo testimonianze di chi in questo male opera bene, vive una sorta di resilienza positiva”.

Tra i frutti che spesso ricorrono nelle risonanze dei giovani “una maggior conoscenza di Dio e Gesù, una certa positività, grinta e determinazione per scelte coraggiose”.

L’equipe di gesuiti che cura la proposta è sempre più nutrita. Prossime proposte dal 25 luglio al 10 agosto e dal 12 al 28 agosto. In programma anche Esercizi Spirituali in Terra Santa e un pellegrinaggio di 8 giorni di approfondimento per chi vi è già stato, meditando e visitando luoghi diversi.

Per informazioni contatta Francesco Cavallini SJ – cavallini.f@gesuiti.it

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