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Primi voti di sei novizi a Genova

Presentazione di un libro presso la comunità dei gesuiti di Villapizzone a Milano

Il 12 settembre i sei novizi del secondo anno hanno fatto i primi voti nella Chiesa del Gesù di Genova. A ricevere i voti c’era il provinciale p. Gianfranco Matarazzo, affiancato dal provinciale sloveno Miran Žvanut.

Cinque dei nuovi scolastici sono della provincia EUM: Giovanni Barbone, Filippo Carlomagno, Marco Garbari, Antonino Marco Maio e Lorenzo Zura. Mentre Urban Gartner è un nuovo scolastico della provincia slovena.

A causa dell’emergenza COVID il numero dei partecipanti era limitato. I familiari più stretti, altri scolastici e vari amici delle realtà apostoliche erano presenti ed hanno contribuito a rendere l’evento insieme solenne e gioioso. I festeggiamenti sono continuati nel noviziato, ed è stato una buona occasione per far vedere ai familiari come la scelta fatta dai sei li ha inglobati in una famiglia ancora più grande.

Le testimonianze

«I primi voti in Compagnia indicano il desiderio di un Dio che chiede di prendere dimora per sempre nel tuo cuore, stimolandolo ad amare senza nulla trattenere, così come nel Cristo Crocifisso che è stato consegnato a ciascuno di noi nel giorno della professione», dice Antonino Marco Maio. «Il Signore ci aiuti a custodire quanto ha donato a ciascuno di noi per poter crescere sempre più come uomini di Dio per gli altri».

«La professione dei voti è un momento essenzialmente di comunione e di fiducia», sottolinea Filippo Carlomagno. «Comunione col Signore, con i compagni che con te professano il desiderio di consacrarsi, dopo un cammino condiviso con l’equipe formativa, alla presenza dei genitori che partecipando vengono “integrati” in una famiglia più grande.

Di fiducia perché nelle mani del Signore riponiamo i nostri desideri che esprimono la nostra vita al meglio e che, attraverso i voti emessi, sono testimoni di un contatto col mistero del Signore che ci chiama e sceglie su questa strada».

Il maestro

Vivere insieme due anni di noviziato, per padre Agostino Caletti, maestro dei novizi, ha significato «Conoscersi, accogliersi, dialogare, scontrarsi, maturare. Vivere esperienze, per tirare fuori il meglio di ognuno e creare le condizioni perché fiorisca nel cammino successivo. Ma soprattutto approfondire il legame con Colui che ci ha fatto dono di questa possibilità di vita».

Cinque dei nuovi scolastici cominciano ora gli studi di filosofia a Roma, mentre Antonino Marco Maio farà il magistero a Sant’Andrea del Quirinale e nel Centro Astalli.

 

 

 

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