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Roma. Stima e affetto per padre Lombardi, che lascia la sala stampa della Santa Sede

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Papa Francesco ha accolto la rinuncia, presentata da padre Federico Lombardi SJ, dall’ufficio di direttore della Sala Stampa della Santa Sede

Il Centro Astalli esprime gratitudine e amicizia a padre Federico Lombardi che conclude il suo mandato dall’ufficio di direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
Padre Lombardi, scrive Astalli, “ha mostrato sempre grande attenzione e sensibilità al tema dei rifugiati e delle migrazioni in genere. Da Provinciale della Compagnia di Gesù ha seguito le fasi iniziali del Centro Astalli, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati voluto da Padre Pedro Arrupe, allora Generale della Compagnia. Ha mostrato generosa disponibilità nell’aiutarci a comunicare la visita di Papa Francesco alla mensa Astalli nel settembre 2013. In questi anni sono stati molti e significativi i suoi interventi in favore dei rifugiati e del Centro Astalli.
Da direttore della Sala Stampa della Santa Sede ci ha sempre seguito con attenzione e simpatia. Ci ha incoraggiato in molte occasioni a continuare nel nostro servizio di dare voce ai rifugiati.
Ha sempre letto e condiviso con molto piacere le storie scritte in prima persona dai rifugiati raccolte dal Centro Astalli. Anche di recente in un incontro privato ci ha detto: “Continuate a scriverle. Le storie dei rifugiati aiutano a capire e accogliere”.

Nel salutare padre Federico Lombardi, in Sala Stampa vaticana, il prefetto della segreteria per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Viganò, ha sottolineato due aspetti della “lunga lezione” di padre Lombardi, che lascia come eredità ai nuovi responsabili della Sala Stampa. “Padre Federico ci ha lasciato, come stile della sua professione, la visione ecclesiale delle vicende: uno sguardo cioè che ha sempre tenuto insieme le differenti sensibilità, le differenti prospettive, segnate anche dalle differenti provenienze della cultura nella Chiesa. Per cui la Chiesa non è una esperienza monolitica, è una esperienza molto multiforme e quindi padre Federico ha sempre cercato di fare questo lavoro mettendo insieme una visione di Chiesa, che sia una visione ampia, una visione capace di tenere insieme – appunto – delle differenze, perché le differenze non sono luoghi dell’inimicizia, ma semplicemente l’arricchimento di una Chiesa, che proprio perché è Chiesa è così. La seconda grande ricchezza di padre Federico è quella di aver vissuto quella che più volte ci ha richiamato papa Benedetto prima e papa Francesco poi e cioè una ermeneutica spirituale della Chiesa. La Chiesa non è una parte che sceglie una posizione, piuttosto che un’altra: la Chiesa è cattolica e non riconosce a nessuno il ruolo dell’antagonista. E’ proprio questa visione, di una ermeneutica spirituale, che padre Lombardi ci ha insegnato”.

Poco dopo la nomina, il nuovo direttore, Greg Burke, ha dichiarato a Radiovaticana: “ In questi anni ho visto in padre Lombardi una pazienza sconfinata: proprio così… Ma non solo questo: io ho usato la parola inglese “gracious“, perché è un po’ gentilezza, ma anche cortesia. Lui sempre riesce a essere molto gentile con le persone, molto disponibile; una dedizione totale al Santo Padre, al lavoro. Io spero – almeno in parte – di avere queste virtù!”.

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