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Selva: in 150 ai corsi estivi

Palestra di vita per adolescenti e giovani

“Una settimana unica per far luce su se stessi, riscoprire sogni e desideri autentici, vivere rinnovati nella quotidianità”. Così Francesco, 16 anni, racconta il suo primo minicorso estivo a Selva. Eleonora aggiunge: “Ho avuto una grande opportunità, quella di accorgermi che riuscire a parlare degli aspetti più nascosti di me non solo è possibile ma anche molto utile”.

24 i ragazzi, tra i 16 e 17 anni che hanno preso parte dal 27 giugno al 3 luglio al primo dei minicorsi.

Dal 4 al 10 luglio il secondo: altri 24, per un’esperienza centrata sulla scoperta delle proprie risorse. Dal cuore del singolo, con ombre e luci, al cuore del gruppo per condividere, incertezze, potenzialità.

“Ho imparato ad abbandonare la paura del giudizio per scoprire che nelle relazioni autentiche posso essere me stesso senza paura” racconta Luca.
“Questo corso mi ha lasciato una grande fiducia verso il futuro e regalato amicizie, relazioni, persone che mi porterò nella vita”. Concorda Camilla che aggiunge “la gioia nella condivisione e la scoperta di risorse che non pensavo di avere”.

Gli strumenti

Sogni guidati, tecniche di animazione biblica, psicodramma, tra gli strumenti usati. “Una tecnica espressiva, curativa e formativa” spiega p. Beppe Bertagna nell’equipe con p. Nicola Gobbi, volontari e animatori. “L’ abbiamo trasposta nel lavoro di Selva. A partire da uno stimolo, come una visualizzazione guidata, si producono collage e disegni. I componenti di ciascuna storia vengono messi in scena in modo simbolico, interagiscono e danno dei messaggi.
Questo crea una forte circolazione tra quello che i ragazzi vivono qui e mettono in scena nei gruppi e quel che sperimentano nella loro vita, che resta ristrutturata e illuminata da quello che vivono nelle drammatizzazioni, scoprendo risorse che mettono in condivisione”.

Emergono così le loro tensioni: dalla ricerca della propria identità e risorse, al rapporto con il loro corpo, al tema della morte. Ancora la socialità e il rapporto con i pari, l’accettazione nel gruppo, ferite e delusioni, “un aspetto molto sentito ancora più della dinamica di coppia”.

Viene favorita così la conoscenza di sé, attraverso il lavoro sulle metafore e poi l’esplorazione della Parola, nel cosiddetto “quarto tempo”.

Puntare su adolescenti

“Diciamo loro che i sogni sono possibili, che la vita dipende dalle scelte che fai” sottolinea Bertagna. “L’ età migliore per lavorare con loro è dai 14 ai 18 anni, chiaramente con un metodo adeguato”.

Giovani provati ma non demotivati

“Siamo stati contenti di aver potuto riaprire, anche se in modo contenuto per gli adolescenti” sottolinea p. Beppe Lavelli, direttore di Villa Capriolo, “l’unica categoria la scorsa estate penalizzata dalla pandemia. Quest’anno, con la consulenza di alcuni infettivologi e grazie ai volontari, che hanno accettato di venire, abbiamo riaperto nella maggior sicurezza possibile per dare a questi ragazzi la possibilità di partecipare. Siamo davvero soddisfatti. Il cammino lo hanno vissuto pienamente: dalle proposte di contenuto, al servizio nella casa, alla vita comunitaria. Li ho visti provati dalla pandemia ma non demotivati. Hanno patito ma allo stesso tempo hanno una gran voglia di rimettersi in cammino”.

I corsi proseguono con due settimane per famiglie a luglio ed agosto e i corsi per i ragazzi dai 19 ai 35 anni. In 150 tra ragazzi e adolescenti usufruiranno a Selva delle proposte formative, 250 contando le famiglie.

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