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A Posillipo, laboratorio formativo sulla sessualità

«Una rivelazione», dice Rossana. «Illuminante», dice Carmen. «Mi ha capovolta», dice Teresa. Sono alcune tra le impressioni che ha suscitato il primo Laboratorio formativo sulla sessualità, che si è svolto presso la struttura Cardoner, dei Gesuiti di Posillipo. Parlare di sessualità ai giorni d’oggi è un esercizio meno scontato di quello che potrebbe sembrare. La tendenza generale diffusa sia tra i giovani, sia tra gli adulti, è di conformare le proprie esperienze a partire da un bricolage di idee che viene assemblato spesso da soli. Da una parte, è la sessualità stessa a prestare il fianco a questo tipo di atteggiamenti, essendo un tema che coinvolge domande molto personali e intime. Dall’altra, spesso c’è una mancanza di riferimenti credibili sul tema, Chiesa inclusa. “Laboratorio”, allora, come luogo in cui si lavora su se stessi e sulle proprie precomprensioni. «Il laboratorio ha smontato una serie di idee con cui sono cresciuta e che ho sempre pensato che fossero definitive», dice ancora Carmen. «È sorprendente — dice Rossana — come le Sacre Scritture siano capaci di dialogare con tematiche così attuali». Non è poi da sottovalutare il valore evocativo che nasce dal dialogo aperto e profondo su questi temi. Così lo testimonia Teresa: «Mi sono venute in mente situazioni di persone che conosco e che vivono problemi simili. Forse dovrebbero partecipare anche loro».

Il metodo è semplice. Siamo partiti dalle domande dei partecipanti invece che da un discorso preconfezionato, che avrebbe rischiato di ledere il valore formativo dell’esperienza. Tutte le domande sono state poi raggruppate per sfere di competenza, messe in ordine e discusse in maniera corale. Gli approfondimenti teorici  — ad esempio sui temi del rapporto Chiesa-società, dell’identità e della gravosa questione dei rapporti asimmetrici, da cui derivano gli abusi — sono stati comunque funzionali alle domande e non scelti in anticipo.

In generale, tutti coloro che hanno preso parte agli incontri formativi auspicano non solo la ripetizione dell’iniziativa con frequenza e pubblico più ampi, ma anche approfondimenti ulteriori su temi specifici, che daranno senz’altro avvio, l’anno prossimo, a percorsi e proposte differenziati.

Emanuele Iula

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