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Bilancio di un anno “sfidante”: padre Sosa rilegge il 2022

Scambio di esperienze e riflessioni tra p. Sosa ed alcuni giornalisti il 14 dicembre presso la Curia generalizia della Compagnia.

Un anno “sfidante, se non sconvolgente, e che ha prodotto più domande che risposte: Il mondo che emerge  post COVID-19 più disugualela guerra tra Ucraina e Russia, che interessa direttamente i Paesi vicini”. L’impegno dei gesuiti presenti sul territorio “aiutando chi cerca rifugio dalla guerra”, il lavoro del Jesuit Refuge Service con un vasto piano di accoglienza, accompagnamento e sostegno umanitario dentro e fuori l’Ucraina. Altre guerre in Sud-Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo, nella Repubblica Centroafricana, in Siria…

“Gesuiti e compagni nella missione si trovano in situazioni pericolose a causa dell’allarmante deterioramento della democrazia e all’aperta violazione dei diritti umani”. Sosa ricorda “l’incomprensibile assassinio dei padri gesuiti Javier Campos (79 anni) e Joaquín Mora (80 anni), unitamente alla guida turistica che aveva cercato rifugio nella chiesa, nella Sierra della Tarahumara in Messico, nel giugno di quest’anno.
L’impegno del JRS per la situazione dei migranti in tante parti del mondo. La crisi dell’Afghanistan, nell’agosto 2021, con il ritorno dei talebani al potere, “momento particolarmente drammatico che ha messo a prova il popolo, così come coloro che, al suo fianco, cercavano di salvare vite”.

La promozione di una cultura della salvaguardia di bambini, giovani e persone vulnerabili. Uno sforzo che ha coinvolto le 69 unità amministrative della Compagnia con protocolli di protezione dei minori ben sviluppati, programmi di formazione dei gesuiti e di tutte le persone che condividono la missione. “Per gli adulti vulnerabili resta molto cammino da fare sia da parte nostra che da parte della Chiesa Cattolica e della società civile in generale.“Un processo complesso di apprendimento continuo in questa materia, che ha, inoltre, uno speciale impatto comunicativo.

Il caso che è diventato pubblico la scorsa settimana in relazione al p. Marko Rupnik è un buon esempio del molto che dobbiamo ancora imparare, soprattutto sulla sofferenza delle persone”. Giustizia e guarigione. “Studiato il dossier e comunicato che le denunce ricevute erano legalmente prescritte, abbiamo voluto passare dal livello giuridico a quello del prenderci cura della sofferenza causata e del cercare di sanare le ferite aperte. Mantenere in vigore le misure di restrizione del ministero del p. Rupnik costituisce uno degli elementi di un complesso processo che, lo sappiamo bene, richiede tempo e per il quale non ci sono ricette predefinite. Fa parte dell’apprendistato che stiamo facendo, cercando di non sbagliarci”.

Ancora la Commissione sul ruolo della donna nel corpo apostolico della Compagnia. La loro larghissima partecipazione a tutti i livelli del lavoro, la necessità di approfondire questa partecipazione. In sinergia con l’Istituto dell’Ateneo di Manila, in programma un’inchiesta ambiziosa che si realizzerà nel 2023, contattando 1500 donne impegnate nelle opere per presentare – una volta studiati i risultati – le opportune raccomandazioni alla Compagnia di Gesù nel 2024.

Un pensiero poi alla Giornata Mondiale della Gioventù  e all’esperienza del MAGIS che la precederà per i giovani dei gruppi di spiritualità ignaziana. “In due mila parteciperanno ad esperienze locali di volontariato in comunità in Portogallo e in Spagna. Una Speranza nelle possibilità di contribuire alla trasformazione della realtà e di camminare insieme verso un futuro più giusto e umano”.

Ancora la partecipazione al processo sinodale a livello di Diocesi, nelle conferenze di religiose e religiosi e nelle reti apostoliche. La collaborazione diretta con la Segreteria del Sinodo del Vaticano. Il contributo specifico costituito dal Programma di Leadership Discernente che quest’anno è stato offerto in inglese, spagnolo e italiano a Roma e in altri Paesi.

L’Anno Ignaziano “un’esperienza meravigliosa, occasione per incentivare la creatività delle Province e delle opere apostoliche, per rinnovare il desiderio di continuare il processo di conversione a cui ci chiamano le Preferenze Apostoliche Universali 2019-2029: mostrare il cammino verso Dio…; camminare con gli esclusi…; accompagnare i giovani…; contribuire alla cura della Casa Comune.

L’app Jesuit Pilgrimage, l’Annuario 2022 sulle esperienze in atto con i giovani, la serie video “the cannonball moment”, storie di conversione da tutto il mondo sui passi di Ignazio, un concorso video promosso con la rete delle università ignaziane sulle Preferenze Apostoliche Universali.

Leggi l’articolo completo sul sito della Curia Generalizia

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