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Il Papa: i leader delle nazioni abbandonino i progetti di morte e rinuncino alle armi

Nel video per le intenzioni di preghiera del mese di marzo sul tema “Per il disarmo e la pace”, Leone XIV prosegue il progetto “Prega con il Papa” auspicando che «la minaccia nucleare» non condizioni «mai più il futuro dell’umanità» e «ogni scelta di dialogo» sia seme «di un mondo nuovo».

«Signore, illumina i leader delle nazioni, affinché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte».

È un’invocazione incombente che attraversa le coscienze di chi ha tra le mani le sorti del mondo in un’epoca segnata da tensioni e riarmi, l’intenzione di preghiera che Papa Leone XIV affida ai credenti per il mese di marzo, scrive Edoardo Giribaldi  su Vatican News. Diffusa attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione, quella del Pontefice è un appello all’audacia di mettere fine alla corsa al riarmo, affinché la “minaccia nucleare” non condizioni “mai più” il futuro del mondo: la vera sicurezza non nasce dall’equilibrio del terrore, ma dalla fiducia che si costruisce, dalla giustizia che si pratica, dalla solidarietà che unisce i popoli.

La pace è tra gli elementi ispiratori del pontificato di Leone XIV e rappresenta, al contempo, un trait d’union con il suo predecessore, Francesco. Fin dalla prima benedizione Urbi et Orbi, nel giorno della sua elezione al soglio pontificio, il Pontefice statunitense aveva invocato una pace “disarmata e disarmante”. Papa Francesco, dal canto suo, aveva dedicato alla “promozione della pace nel mondo” l’intenzione di preghiera del gennaio 2020 e, nell’aprile 2023, aveva invitato alla supplica “per una cultura della nonviolenza”.

Nel filmato — che prosegue l’iniziativa “Prega con il Papa”, disponibile in italiano, inglese e spagnolo — Papa Leone prega affinché i popoli “rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia”. La voce del Vescovo di Roma si staglia in un contesto globale segnato da un aumento della spesa militare che non conosce rallentamenti.

I dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) indicano che nel 2024 essa è cresciuta per il decimo anno consecutivo a livello globale, raggiungendo i 2,7 miliardi di dollari, con un incremento del 9,4% rispetto all’anno precedente. Di conseguenza, il peso militare globale, ossia la spesa in rapporto al prodotto interno lordo mondiale, è salito al 2,5%.

Il Pontefice recita l’orazione tenendo tra le mani un ramoscello d’ulivo, simbolo per eccellenza della pace. Al centro della preghiera vi è l’auspicio di una rinnovata comunione tra i popoli:

«Oggi eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia.

Ciascuno è quindi chiamato a disarmare i cuori «dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza, perché possiamo diventare strumenti di riconciliazione».

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