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La promessa e la domanda

Le preferenze apostoliche universali dei gesuiti

La lettera del Padre provinciale a tutti i Confratelli della Provincia EUM e a tutti gli amici e collaboratori

(…) In questo tempo di Quaresima, il cui inizio in Italia ha coinciso con la scoperta dei primi contagi, ci ritroviamo, con tutta la Chiesa, chiamati dal Signore a camminare con Lui nel deserto, “per condurci alla santa montagna / sulla quale s’innalza la Croce” (come dice, in questi giorni, un inno, a me caro). Ci troviamo a contemplare e a stare con il Signore che soffre nella sua umanità e con tutta l’umanità. Non è facile stare ai piedi di questa Croce che ci è così vicina, che ci tocca nella nostra stessa carne, nelle viscere della nostra vita.
La speranza della fede, però, ci lascia scorgere già, in questa montagna, la promessa di una nuova vita. “Tu ci guidi nell’Esodo nuovo / alla gioia profonda di Pasqua / dalla morte passando alla vita / giungeremo alla Terra promessa”, così si conclude il suddetto inno. Di questa promessa, scorgiamo già alcuni segni in quest’ora così difficile.

Nel sacrificio di forze e di salute, se non quando della propria vita, di tantissimi operatori sanitari, infermieri e medici, che un Vescovo ha chiamato “i nuovi ministri di Dio”e in cui vediamo l’opera delle Sue mani, a sostegno del Suo popolo.

Nella capacità del mondo della scuola di sapersi reinventare in modalità totalmente nuove, per custodire il tesoro di una relazione con e tra i ragazzi e la loro capacità di comprendere e dare senso a questo tempo della loro storia.

Negli sforzi delle istituzioni, delle forze armate e di polizia, della comunità scientifica, del mondo della comunicazione di interpretare il proprio ruolo in un lavoro corale e responsabile, al servizio del proprio Paese e della vita dei cittadini.

Nell’abnegazione dei milioni di lavoratori che, con disponibilità e senso del dovere, stanno portando avanti la catena primaria di servizi di cui noi tutti disponiamo.

Nella creatività che il mondo associativo e tanti singoli cittadini hanno impiegato per trovare forme di sostegno, aiuto, presenza a quelle parti più fragili e bisognose della nostra società, che sono maggiormente colpite dall’isolamento e dalla cessazione dei servizi sociali.

E, infine, nella nostra Chiesa e nelle nostre opere che non hanno smesso di fare il possibile per continuare a servire e a lavorare per il Regno, trovando le forme più adeguate, nelle circostanze date, per farsi presenti e vicine a chi ha bisogno. Il popolo di Dio si è trovato, da un giorno all’altro, senza la possibilità di celebrare i sacramenti, di riunirsi e incontrarsi, di partecipare alla vita di preghiera della propria comunità. Eppure, siamo tutti testimoni della creatività, della disponibilità e del grande desiderio di sentire la presenza del Signore nell’ascolto della Parola di Dio, nella partecipazione virtuale all’Eucarestia, nelle letture e nei video che hanno animato le nostre chat e i social in queste settimane.  In tutto questo si manifestano, già, la nuova vita, il nuovo tempo e la nuova terra, promessi nel camminare attraverso il deserto.

 

Il testo completo in italiano

LETTERA PROVINCIALE LA PROMESSA E LA DOMANDA

e in inglese THE PROMISE AND THE QUESTION

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