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AI: Accompagnare la rivoluzione con coraggio e speranza

“Una nuova comprensione dell’umano nel tempo della sua eclissi”: è l’invito di Papa Leone XIV, in occasione della pubblicazione della sua prima lettera enciclica “Magnifica Humanitas per accogliere una sfida “non solo tecnologica ma antropologica”.

Alla presentazione del documento, il 25 maggio, è intervenuto anche il cardinale Michael Czerny, gesuita, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. “Il modello” ha sottolineato “forse è la prima rivoluzione industriale come grande cambiamento. Con la Rerum Novarum Papa Leone XIII ha voluto spingere e incoraggiare la Chiesa ad accompagnare questo processo rivoluzionario. La situazione è simile, c’è una rivoluzione tecnica, di tante dimensioni e di nuovo la Chiesa vuole accompagnare, aiutare i fedeli e tutti ad affrontare le sfide con coraggio e con speranza, non dobbiamo pensare che questo sia troppo complicato, lasciando ad altri decidere”.

Etica, media e futuro umano

Se ne è parlato anche al convegno internazionale promosso dal Dicastero della Comunicazione lo scorso 21 maggio “Custodire voci e volti umani” presso l’Università Urbaniana. Relatori provenienti da tutto il mondo concordano sull’importanza di continuare ad educare le coscienze – ma non solo all’uso dell’IA -, creare comunità usando anche arte e poesia, generare quante più alleanze possibili per un suo utilizzo etico, come le Content credentials C2PA, etichetta digitale per certificare origine, autore ed eventuali modicihe di foto, video e file audio.

“Nessuno è felice di questo panorama” ha sottolineato Tristan Harris, informatico ed ex esperto di etica del design di Google, protagonista principale di “The Social Dilemma”, docufilm denuncia sui social media prodotto da Netflix. “Ci accomuna la paura di perdere tutti”.
Si alternano relatori di spessore: Mitchell Baker, cofondatrice del Mozilla Project e della Mozilla Foundation, parla di infrastrutture di partecipazione: risorse open sources, open education, open culture, open AI.

Adelin Hulin, responsabile dell’unità Media and Information Literacy and Digital Competencies presso UNESCO, condivide l’impegno alla protezione della libertà e del pensiero critico, punti da integrare nei programmi scolastici. Divina Frau Meigs, docente emerita e sociologa dei media della Sorbonne Nouvelle University di Parigi, punta sullo sviluppo delle competenze attraverso le scuole come “influencers fidate” capaci di de-artificializzare l’IA. Rayèn Condeza Dall’Orso condivide storie vere di competenze al servizio della comunità, dalle isole di Chiloè in Cile, e nuovi gap e percezioni distorte generate dalle tecnologie digitali. A concludere i panel è Justin Kings, dell’EBU (European Broadcasting Union) Academy. Illustra il programma di formazione che offre corsi e sviluppo delle competenze AI per i professionisti dei media. Tra i progetti anche NEO, chatbot di intelligenza artificiale per consentire a giornalisti e utenti di esplorare archivi di notizie affidabili.

Ci vuole coraggio e Speranza (LG)

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