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Esercizi: lasciare spazio a Dio

“L’amore non si merita” il titolo del corso di esercizi tenuti a Frascati con il MEG. Il racconto di Giulia.

Dal 14 al 18 luglio ho partecipato agli Esercizi Spirituali secondo la proposta di preghiera di Sant’Ignazio, organizzati per gli Amici del MEG, dal titolo – tutto un programma! – “L’amore non si merita”.

Eravamo diciassette persone, provenienti da tutta Italia (e non solo!), siamo stati accolti al Convento dei Cappuccini a Frascati dai due padri “Andrea” che ci avrebbero guidato nel percorso degli Esercizi: Picciau e Piccolo.

Meravigliosa la struttura del convento che offre un panorama mozzafiato su Roma: un grande e splendido giardino, le stanze curate, una cappella tutta per noi, … Insomma una location che ha sicuramente aiutato ad esercitare la meraviglia e facilitato la concentrazione e il raccoglimento.

Dopo aver ri-conosciuto i compagni di “viaggio” e capito, nella prima condivisione, con quale “bagaglio” ciascuno di noi arrivava, siamo entrati negli Esercizi in un clima di silenzio (niente cellulari, solo orologi per misurare il tempo e musica ai pasti). Silenzio indispensabile per entrare nel luogo della preghiera e lasciare a Dio uno spazio libero da abitare.

Le giornate sono state scandite da appuntamenti precisi: tanti spunti biblici per l’ascolto della Parola di Dio, lunghi tempi di preghiera per fare esperienza del Signore, colloqui con le guide per fare il punto di quanto si sperimentava nella preghiera, istruzioni sul metodo di preghiera ignaziano e sull’arte del discernimento, l’Eucarestia quotidiana per ringraziare.

Ogni giorno ci veniva proposta una grazia da chiedere per far crescere la nostra relazione con il Signore.

La sera, dopo cena, si proseguiva mantenendo un clima di silenzio e preghiera, con un tempo di condivisione. Sono stati anche questi momenti di profondissima comunione e commozione.

Il quarto giorno si è trattato di raccogliere i frutti, di riconoscere quanto ricevuto, di dire “grazie” affinché questi frutti possano rimanere con noi e noi riusciamo a custodirne il dono. Ci siamo salutati, legati indissolubilmente dall’esperienza vissuta insieme.

Il Signore ci ha portato in disparte per fare ordine e riprendere la vita che, nel frattempo, non è cambiata. Ma il desiderio è di guardarla con occhi diversi, con il Suo sguardo benevolo – quella che ci aspetta e quella già trascorsa – scoprendo che può essere piena e meravigliosa così com’è! L’importante è rimanere con Lui, nutrendoci dell’Amore vero, quello che non si merita, e essere capaci, piccoli e inadeguati come siamo, di portare frutto.

Giulia Cicero 

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