Gonzaga-Malaspina: palla al centro, per superare i pregiudizi

Lo sport unisce tutti, allontanando pregiudizi, stereotipi e barriere sociali. Con questo obiettivo si è svolto “Gonzaga-Malaspina, Palla al centro”che ha visto i giovani del Gonzaga Campus giocare a calcio insieme ai ragazzi dell’Istituto Penale Minorile “Malaspina” di Palermo”. Il progetto, coordinato dal prof. Emio Cinardo, si è articolato in tre giornate: una giornata formativa con educatori e assistenti sociali dell’istituto penale e due giornate sportive con lo svolgimento di due partite di calcio dei giovani del V liceo con 26 ragazzi reclusi dell’IPM.
In particolare sono state create quattro squadre miste; la prima partita si è svolta, lo scorso mercoledì 13 maggio dentro il campetto di calcio dell’IPM. La seconda, con il calcio di inizio di p. Vitangelo Denora, si è svolta, venerdi 15 maggio, dentro il campo di calcio del Gonzaga Campus. Per l’occasione, insieme ad alcuni educatori, era presente la direttrice dell’IPM Malaspina Clara Pangaro. I giovani del campus hanno accolto con diversi messaggi di benvenuto i ragazzi dell’IPM. L’evento si è concluso con un piccolo rinfresco e con la consegna delle targhe alla squadra vincitrice e alla direttrice dell’IPM.
«Ringrazio tutti a nome dei nostri ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa. Certamente, è stata una bella opportunità che ha permesso, ancora una volta, di metterci in rete con le realtà del territorio – ha detto Clara Pangaro -. Per i nostri ragazzi è molto importante partecipare ad iniziative che si inseriscono nel quadro della piena valorizzazione del mondo della scuola».

«Un pallone da calcio ha unito giovani che non si conoscevano facendoli divertire insieme – ha detto Lucrezia Caviglia del liceo scientifico -. Siamo tutti ragazzi e ragazze con le stesse paure per il futuro e la stessa voglia matta di sognare senza che qualcuno dall’esterno ci possa condizionare. È stata, per noi, un’ esperienza bella e molto arricchente, soprattutto, per abbattere le classiche barriere ed i pregiudizi che esistono nella nostra società». «Entrare nel campetto di calcio del carcere Malaspina mi ha trasmesso delle emozioni forti – ha raccontato, pure, Davide Mannino del liceo classico -. Giocando insieme eravamo tutti uguali e ci siamo divertiti. Ricorderò sempre la sensazione di gioia che ho vissuto con loro. È stato un momento costruttivo per loro e per tutti noi». «All’inizio ero curioso e un poco in ansia perchè non sapevo cosa aspettarmi. Giocando poi con loro, ho capito che, spesso, giudichiamo senza conoscere le storie delle persone – ha aggiunto Giuseppe Militello del liceo sportivo -. Quest’esperienza mi ha fatto riflettere sul valore della libertà e su quanto sia importante avere delle possibilità nella vita».
«Era da alcuni anni che desideravamo fare questo gemellaggio e ne siamo molto contenti. Palla al centro ha reso concreto il sogno di un confronto alla pari che fa emergere i talenti di tutti e segna una strada diversa per rendere il mondo migliore: quella del disarmare e costruire fraternità – afferma p. Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus -. I giovani hanno bisogno di incontrarsi e di guardarsi negli occhi senza maschere. Sono stati vissuti momenti semplici e, per questo, profondi fatti di scambi reciproci di umanità e anche di tenerezza. In tutto questo, lo sport ha fatto la sua parte segnalandosi come un luogo di crescita sana che aiuta, proprio attraverso i legami semplici, a superare pregiudizi e differenze sociali».
