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Venerabile Matteo Ricci, missionario dell’inculturazione

Era atteso da molto tempo, e sabato 17 dicembre Papa Francesco ha autorizzato la firma del decreto di riconoscimento delle “virtù eroiche” del celebre gesuita Matteo Ricci, il quale è ora incluso nell’elenco dei “venerabili” riconosciuti dalla Chiesa e riconosciuto per la sua testimonianza di fede.

La figura di Matteo Ricci occupa un posto di grande rilievo nella storia della cultura umana, come uno dei maggiori protagonisti dell’incontro fra culture diverse. Insieme a Marco Polo è uno dei due soli personaggi non cinesi ammessi nella grande rappresentazione della storia della Cina nel Monumento del Millennio a Pechino. Fu il primo non cinese a ricevere l’onore della sepoltura nella capitale stessa, in terreno appositamente assegnato per decreto imperiale.

Il riconoscimento, oggi praticamente universale, dei meriti di Ricci sul piano dell’incontro fra le culture non è però stato accompagnato finora da altrettanta attenzione e apprezzamento della grandezza della sua figura spirituale e delle sue virtù.

Alcuni elementi biografici


• 1552 (6 ottobre): nasce a Macerata, nelle Marche
• 1571 (15 agosto): entra nel noviziato dei gesuiti
• 1577 (18 maggio): lascia Roma, destinato alla missione in Oriente
• 1578 (13 settembre): arriva a Goa; vivrà in India fino al 1582.
• 1582 (7 agosto): arriva a Macao, studia la lingua cinese
• 1595 (28 agosto): arriva a Nanchang dove vive come “letterato” confuciano; pubblicazione del “Trattato dell’Amicizia”.
• 1597 (4 agosto): è nominato Superiore della missione cinese
• 1598 (7 settembre): arriva per la prima volta a Pechino, ma non può presentarsi all’Imperatore
• 1601 (24 gennaio): arriva per la seconda volta a Pechino, incontra l’Imperatore; riceve il permesso di stabilirsi nella capitale
• 1610 (11 maggio): muore a Pechino
• 1611 (1° novembre): viene sepolto solennemente nel cimitero di Zhalan per decreto imperiale

Una figura di missionario che parla oggi

Il significato attuale della figura di Matteo Ricci e l’opportunità di proporlo come modello di vita cristiana appare evidente sotto diversi aspetti, fra i quali possiamo metterne in rilievo soprattutto tre:

1L’importanza della Cina, del popolo e della cultura cinese per l’umanità e il dialogo e la pace. Ricci come modello di amicizia e dialogo fra i popoli, capace di costruire ponti fra le culture e pace nel mondo.

2La nuova visione della missione della Chiesa: evangelizzazione in rapporto con le diverse culture: “inculturazione”. Ricci come modello di inculturazione della fede e della vita cristiana per tutta la Chiesa.

3Il rapporto fra la Chiesa cattolica e la Cina. La vitalità della Chiesa cattolica in Cina, pienamente cinese e pienamente cattolica. Ricci come maestro e modello per i cattolici cinesi affinché siano pienamente cinesi e pienamente cattolici.

L’amicizia come stile missionario

Aggiungiamo, alla fine di quest’articolo, l’intuizione sviluppata dall’ex Superiore Generale della Compagnia, il p. Adolfo Nicolás, il quale, in una significativa conferenza tenuta a Milano nel 2010, ha presentato Matteo Ricci come il gesuita che ha sviluppato un particolare stile missionario, quello dell’apertura attraverso l’amicizia. Dopo aver definito la missione come un aiuto a cercare e trovare Dio in tutte le cose, il p. Nicolás afferma che il missionario è chiamato a guardare il mondo come lo guarda Dio. Questo porta all’amicizia con tutti. È in questa prospettiva che Matteo Ricci ha potuto proporre l’incontro tra il Vangelo e la cultura cinese. È stato un pioniere e un maestro nell’“inculturazione”, nell’inculturazione del Vangelo.

Per quanto riguarda il modo di evangelizzare di Matteo Ricci, non abbiamo prove esplicite della sua predicazione. Egli preferiva piuttosto la strada dell’incontro, della conversazione amichevole, del rapporto personale con l’altro, cercando soprattutto di catturarlo attraverso la sua cultura, cioè il suo modo di vedere il mondo. Il riconoscimento, da parte del Dicastero delle Cause dei Santi e dello stesso Papa, dell’esempio di “santità” offerto da Matteo Ricci conferma l’attualità di questo approccio per la nostra epoca.

Il vescovo di Hong Kong, il gesuita Stephen Chow, ha inviato una nota al Postulatore della causa di Matteo Ricci, il p. Pascual Cebollada, in cui si legge:

Sono stato informato dal rappresentante del governo cinese a Hong Kong che l’annuncio è stato ampiamente diffuso in Cina e che questo meritato riconoscimento ha ricevuto un’accoglienza favorevole.

articolo pubblicato con la collaborazione di Pascual Cebollada, SJ, Postulatore Generale
e Federico Lombardi, SJ, redattore della 
Positio, su Jesuit global.

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