Passa al contenuto principale
Gesuiti
Gesuiti in Italia, Albania, Malta e Romania
News
Gesuiti News Formazione Sinodo: gesuiti e non in cammino, “compagni di viaggio”
Formazione

Sinodo: gesuiti e non in cammino, “compagni di viaggio”

A Roma l’incontro dei direttori delle opere di Italia, Albania, Malta e Romania. Esperienza sinodale, di ascolto profondo.

Vivere un’esperienza sinodale, l’obiettivo dell’incontro, di nuovo in presenza, per i direttori delle opere dei gesuiti della Provincia Euro-Mediterranea svoltosi dal 30 aprile al 2 maggio presso la Casa Nostra Signora della Misericordia a Roma. “Compagni di viaggio” il tema scelto, in vista del contributo dei gesuiti al sinodo. Momenti di preghiera, lavori di gruppo, la lectio di Suor Francesca Balocco sull’incontro tra Pietro e Cornelio. Poi in ascolto insieme al card. Mario Grech, segretario generale del sinodo, di alcune testimonianze, per una chiesa in uscita. Sono alcuni dei momenti chiave vissuti insieme.

Il contributo al sinodo

Le giornate hanno visto l’approfondimento del documento di preparazione al sinodo e in gruppi lo scambio sui 10 nuclei tematici: compagni di viaggio, ascoltare, prendere la parola, celebrare, corresponsabilità nella missione, dialogo nella Chiesa e nella società, con le altre confessioni cristiane, autorità e partecipazione, discernere e decidere, formarsi alla sinodalità. Un tempo ricco e articolato, con scambi e approfondimenti, restituito in forma di parole chiave, che rimarcano – tra l’altro – un rinnovato impegno all’ascolto e al discernimento, al riconoscimento, all’accompagnamento gratuito, alla responsabilità.

Le testimonianze

Un’esperienza poi di ascolto condiviso, per uscire dai propri schemi e farsi pro-vocare. Una coppia di separati, conviventi, racconta la sua esperienza di riavvicinamento ai sacramenti. Il desiderio, la ricerca e l’incontro con la misericordia, maturato all’interno della comunità della parrocchia del Crocifisso dei miracoli a Catania in sintonia con la diocesi. Il cambiamento nella relazione, il bisogno di restituire, l’impegno come referenti del gruppo di famiglie ferite che oggi conta 18 persone, sempre in cammino e con la porta aperta.

È la volta di una volontaria impegnata da circa 40 anni accanto ai Rom di Cosenza. Il suo racconto parla della propria trasformazione interiore, del ribaltamento dello sguardo. Consolazioni e desolazioni provate, in empatia progressiva con chi diventava familiare. La soddisfazione per chi riesce a realizzarsi, come Enzo, 33 anni, laureato in scienze della formazione, cresciuto con il supporto dell’Associazione Popilia, fondata da p. Alberto Garau negli anni ‘80, di cui Franca fa parte. Enzo sottolinea “il mio percorso di laurea non deve essere visto come una eccezione” poi racconta il suo sogno: una vita normale.

Il Prof. Daniele Garrone, biblista, pastore protestante italiano valdese e Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, condivide le frontiere più urgenti, l’impegno per I corridoi umanitari, rilegge I rapporti degli ultimi 40 anni con la chiesa cattolica, tra accellerazioni e rallentamenti, ricorda l’importanza delle relazioni personali. “Vedo I progressi fatti. Viviamo tutto il possibile con riconoscenza, senza deluderci”.

Card. Grech: “È il sinodo di tutta la Chiesa. Non siamo educati all’ascolto”

“La testimonianza della coppia sarebbe impensabile se non ci fosse stato il sinodo delle famiglie o meglio ancora due sinodi, dove la Chiesa ha ascoltato le famiglie. Abbiamo tanta strada da fare. Questo sinodo non è dei vescovi ma della Chiesa. Il nome stesso della segreteria è cambiato. Tutta la chiesa è in sinodo. Una dimensione importante è l’ascolto. Poi una metafora. “Direi una persona dalle orecchie grandi, questa è la Chiesa. Noi non siamo stati formati per ascoltare e ancora oggi non siamo educati in tal senso”. L’invito a partire dalle chiese particolari. “Se viene a mancare questo processo di ascolto, ci sarà un fallimento. Ci sono resistenze, ma non del laicato. Fate qualcosa” il suo appello. “Lo scopo del sinodo è riconoscerci, ascoltare cosa lo Spirito sta dicendo alla Chiesa. Chissà quale esperienza dello Spirito stanno facendo tanti battezzati, esperienze che ancora non sono emerse.. Questo ci aiuterà ad aggiornarci come Chiesa”.

P. Del Riccio: tener presente le tensioni e riscoprire lo stile del dono

A conclusione dell’incontro il Provinciale ha riconsegnato ai presenti alcune tensioni esistenti: tra istituzioni e strutture, ideale e teoria – che cambia e va compresa nel tempo. Ancora carisma – inteso come dono che lo Spirito fa a qualcuno e attraverso di lui alla Chiesa – e persone concrete con cui si declina, gesuiti e non. Infine tra globale – la Provincia, con 4 Paesi diversi – e locale.

L’invito poi a recuperare lo stile del dono: “Il piano apostolico è più di quello che ci è stato consegnato e più di quello che consegneremo. In questo senso siamo chiamati ad elaborare piani e progetti nella consapevolezza che non esauriscono origine e destinazione; a camminare senza lasciare indietro nessuno ma anche senza farci bloccare, da chi ad esempio non vuole lasciare la propria comfort zone; interrogarci sul ruolo dei laici nel governo della Provincia”.

Risonanze

“Siamo in cammino insieme, gesuiti e non. Questo mi dà molta fiducia” sottolinea a margine dell’incontro p. Michael Bugeja, Delegato per Malta e la Missione di Romania. “anche se non abbiamo chiarezza su cosa affrontare domani. Il pane di ieri è fermo, Il pane di domani non è ancora cotto. Grazie per il pane di oggi. É la frase ascoltata che mi risuona maggiormente. Il discernimento sarà utile per cuocere il pane di domani”. “Siamo fiduciosi di camminare come compagni di viaggio” aggiunge p. Zef Bisha, delegato per l’Albania “insieme ce la faremo”.

In preparazione un documento di sintesi, che verrà inviato alla segreteria del sinodo, con i contributi emersi dai lavori di gruppo e dai riscontri condivisi in assemblea.

Tag
Ultime notizie
Esplora tutte le news