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Fondazione Gallarate: la filosofia, l’economia, la politica e il bene comune

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Il Centro di Studi Filosofici di Gallarate ha diffuso un documento in occasione del Convegno sul tema “Filosofia ed economia”, tenutosi a Roma dal 27 al 29 settembre.

«Oggi si cerca di diffondere nello spirito del nostro popolo, in contrasto con le sue tradizioni di apertura e la sua disponibilità all’integrazione nel rispetto delle differenze, un senso comune di rifiuto e di rigetto, certamente non coerente con i principi cristiani, spesso subordinati, purtroppo, a parole d’ordine di esclusione e di inimicizia»: è uno stralcio del documento pubblico diffuso dal Centro di Studi Filosofici di Gallarate, in occasione del Convegno sul tema “Filosofia ed economia”, che si è tenuto a Roma dal 27 al 29 settembre 2018.

Il Documento

Nel documento i membri del Comitato Scientifico del Centro, sottoscrivono  le recenti affermazioni di papa Francesco, nell’intervista del 7 settembre  Uscire dall’economia dello scarto…a cura di  G. Gentili su  “Il Sole240RE”, secondo cui «l’attività economica non riguarda solo il profitto ma comprende relazioni e significati. Il mondo economico, se non viene ridotto a pura questione tecnica, contiene non solo la conoscenza del come (rappresentato dalle competenze) ma anche del perché (rappresentata dai significati). Una sana economia pertanto non è mai slegata dal significato di ciò che si produce e l’agire economico è sempre un fatto etico».

Condividono pure l’appello del Papa a «contrastare la cultura dello scarto che finisce per danneggiare il pianeta intero”. Questa cultura oggi si esprime, in modo particolare, in una immagine distorta di coloro che denominiamo con la parola apparentemente asettica, quando non spregiativa, di “migranti”, occultando il loro status di persone che cercano di sottrarsi alla morsa dell’indigenza, della fame e della povertà. Dice Francesco: “i migranti rappresentano oggi una grande sfida per tutti. I popoli che si muovono fanno paura specialmente ai popoli che vivono nel benessere. Eppure non esiste futuro pacifico per l’umanità se non nell’accoglienza della diversità, nella solidarietà, nel pensare all’umanità come una sola famiglia».

Si impegnano quindi «a promuovere, nelle sedi in cui svolgono la loro opera educativa, culturale e di ricerca, atteggiamenti di costruzione di una società che non confonda le esigenze comprensibili di sicurezza con la difesa dalla minaccia di presunte invasioni e si adoperi invece per la condivisione, la fraternità e l’amicizia tra i popoli» e «auspicano che le decisioni politiche, con le conseguenti mediazioni, siano in armonia con i principi sopra espressi».

Il Convegno: da Zamagni a Latouche, da Mancini a Giraud a Prodi

Il documento è stato diffuso durante il Convegno che si è concluso nella mattinata del 29 con le relazioni di Enrica Chiappero (Università di Pavia) e Stefano Zamagni (Università di Bologna). La prima ha inquadrato l’economia nell’ambito delle capacità proprie dell’agire umano e della libertà di scelta (qui la relazione provvisoria del professor Zamagni), il secondo ha sottoposto a critica la visione ristretta dell’economia in cui si adagia la corrente dominante del pensiero economico e ha illustrato i vantaggi che deriverebbero dal riferimento a un orizzonte antropologico complessivo.

Nelle sessioni precedenti del Convegno Serge Latouche si era soffermato sulla necessità di «uscire dall’economia» imboccando la via della «decrescita» per un’abbondanza frugale e Roberto Mancini aveva sottolineato la svolta verso il paradigma etico dell’amore sottostante alle esortazioni di papa Francesco a superare «l’economia dello scarto». A loro volta, Gaël Giraud  aveva argomentato l’urgenza di cambiare la rotta dell’economia dello sfruttamento delle risorse a favore delle pratiche virtuose dell’economia verde e Romano Prodi aveva esaminato le tendenze più recenti di una globalizzazione nella quale il potere politico sembra riaffermare il proprio controllo sull’economia, in un contesto che è però quello dei nuovi nazionalismi e non di un’auspicabile governance internazionale.

Concludendo i lavori, Francesco Totaro ha evidenziato come dal Convegno sia emersa l’opportunità di un «urto reciproco» tra filosofia ed economia. La filosofia può investire la parzialità dell’economia con le esigenze di senso che vengono dall’umano e dalla natura e, dal suo canto, l’economia può offrire al pensiero filosofico elementi di concretezza in grado di strapparla al rischio della riflessione astratta.

 

La Fondazione

La Fondazione, costituita il 13 settembre 1998, prosegue sotto altra veste giuridica l’attività del “Centro di studi filosofici di Gallarate”, attivo già nel dopoguerra e fondato da P. Carlo Giacon SJ che ha dato origine ad essa insieme alla Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù. Non ha fine di lucro e si propone la promozione della cultura filosofica mediante la ricerca, la formazione e la diffusione culturale, con seminari permanenti, gruppi seminariali e di ricerca, convegni, pubblicazioni di libri e di riviste, e con ogni altro mezzo idoneo al perseguimento di obiettivi culturali di bene comune, di giustizia e di utilità sociale, attingendo dalla tradizione cristiana motivi di ispirazione filosofica e di dialogo con le culture contemporanee, in collaborazione con altre associazioni e istituzioni italiane edinternazionali.

Di seguito i link  alle interviste realizzate presso la sede del Convegno all’Auditorium San Domenico – Roma- per Rai Cultura .

-prof. Stefano Zamagni

-prof.ssa Enrica Chiappero-Martinetti

-prof. Gaël Giraud

 

 

 

 

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