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Amici, famiglia, casa: il MEG per Jessika, Responsabile in Albania

Jessika viene dall’Albania, fa parte Movimento Eucaristico Giovanile da circa quattro anni e quest’anno ne è diventata anche responsabile. Proviene da una famiglia di tradizioni musulmane, dove la pratica della religione e dei riti, nel tempo, è notevolmente diminuita. Soprattutto, ha avuto un grave impatto il periodo della dittatura comunista (1944-1992) durante la quale non era possibile celebrare feste religiose, né rendere in alcun modo visibile la propria fede. Così tutto, nella sua esperienza e in quella della sua famiglia, si è “spento”.

L’incontro con il movimento avviene in una delle scuole dei gesuiti. “L’Albania di oggi è uno dei Paesi in cui le differenze religiose riescono a vivere in sufficiente pace e armonia tra loro” spiega. “Così sono entrata in una scuola ignaziana e, in seguito a questo, in maniera casuale, a fare parte del movimento. Ricordo quando ce lo hanno presentato in classe e ho pensato: “OK, forse questo è il luogo dove posso trovare dei nuovi amici”. Mi sbagliavo di grosso! Quello che avrei scoperto non sarebbero stati solo alcuni nuovi amici, ma una famiglia, una casa: avrei trovato me stessa. Perché il cammino mi ha fatto scoprire il Dio che si trova in me!”.

Fare esperienza di un amore profondo

“È un’attività di gioco?”… No! “È un incontro religioso in cui si parla solo di Dio?”. Non è esattamente così. “È un posto dove incontri nuove persone?”. Sì, può essere inteso anche così, ma non è del tutto corretto. “Ma, allora, che cos’è?”. Forse le parole sono troppo inadeguate rispetto ai sentimenti che si provano. É “vivere”, “crescere”, è il modo per sperimentare un amore profondo che nessun’altra esperienza riesce a sostituire. È conoscere concretamente il sentimento di condivisione che dona vita alle nostre speranze. È convivenza con Gesù. Anche se sono cresciuta con un’altra fede, Gesù ora è diventato mio amico, il movimento ha “scoperto” dentro di me ciò che non sapevo esistesse.

Un passo dopo l’altro

Ogni esperienza è stata davvero unica. La prima, con alcuni giovani del MEG Italia che nel 2018 sono venuti qui in Albania. Mi sono persa e poi ritrovata. É stato difficile allora, per me, capire cosa stessi vivendo. E quando l’esperienza è terminata, mi sembrava di non essere più la stessa.

È stato il mio primo Convegno, a Frascati, nel 2019. Sono passati già due anni, ma non riesco a trovare nemmeno un giorno in cui non sono tornata col pensiero a quei momenti. Ricordo ogni canzone che abbiamo cantato insieme, ogni storia che abbiamo condiviso, ogni mano che abbiamo stretto e ogni abbraccio scambiato.

E poi, ancora un momento meraviglioso, di nuovo qui in Albania, con altri giovani italiani MEG nel 2020. Un ennesimo colpo di fulmine, una missione di amicizia, una nuova famiglia. So che anche la prossima esperienza sarà meravigliosa: scoprirò cose nuove su di me, sulla fraternità, su di te… Noi siamo Uno!”

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