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Perù. Campo missionario di giovani per i bambini di strada

Come avviene ormai dall’estate del 2002 anche quest’anno un gruppo di giovani provenienti da varie città d’Italia, accompagnati dal P. Francesco Cambiaso SJ, ha passato il mese di agosto a Trujillo (costa nord del Perù) lavorando al servizio dei progetti sviluppati dal CAEF (il Centro de Atenciòn y Educaciòn a la Familia). È questa una Istituzione peruviana che accoglie bambini di strada e opera nel campo della prevenzione della violenza e dell’abbandono famigliare. I volontari – in parte studenti universitari, in parte lavoratori – si sono dedicati per un mese al reinserimento scolastico dei bambini e all’animazione, spendendo tutto il loro tempo ed energie a servizio dei piccoli, e impegnativi, ospiti.
Il campo di volontariato rientra nelle attività internazionali organizzate dalla Lega Missionaria Studenti; negli anni si è andato “specializzando” e ormai permette a chi vi partecipa un contatto profondo e coinvolgente con il paese che ci ospita. Il CAEF, l’Istituzione al cui servizio si opera, è una realtà modello in Perù, sia per la qualità del programmi di recupero che per lo spirito unico che la anima. Questo spirito – molto… concreto! – contagia inevitabilmente i volontari italiani e fa sì che la stragrande maggioranza di essi rimanga in contatto con il CAEF e si impegni durante l’anno per sostenerlo.
Anche questa estate l’esperienza è stata molto ricca, e il Perù si è tristemente confermato un paese di sconcertanti contrasti. Centri commerciali degni di una qualsiasi grande città europea convivono accanto a zone di una povertà impressionante, e ciò genera rabbia e una violenza sempre più diffusa. È stato confortante comunque vedere come lo stile del CAEF riesca a cambiare la vita delle mamme e dei bambini con cui entra in contatto, promuovendo la dignità delle persone e restituendo futuro a situazioni disperate. E parimenti è confortante vedere come i ragazzi volontari sanno dare il meglio di sé, con grande entusiasmo, quando entrano in relazione personale con la sofferenza, sia essa dei bambini che delle famiglie. Non sono mancati i momenti di scambio e riflessione comune: una delle caratteristiche dell’esperienza è la possibilità di confronto reciproco e di rilettura nelle fede di ciò che si vive.

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