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Nuovi passi nel Safeguarding di Provincia

Veduta interna del nuovo centro di ascolto della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti


Il Cammino di verità ha suscitato diverse riflessioni e fatto emergere l’urgenza di tradurre quanto maturato in azioni concrete. Il lavoro è proseguito anche durante i mesi estivi, con la messa a punto e l’attivazione di strumenti per l’ascolto, la prevenzione e la riparazione. Tra i passi compiuti, l’apertura di un nuovo Centro di ascolto della Provincia Euro-Mediterranea e l’avvio del percorso di giustizia riparativa, accanto al proseguimento delle attività di formazione e prevenzione.

Un nuovo Centro di ascolto EUM

Aprirà il 26 ottobre il Centro di ascolto per le persone che hanno subito abusi da parte di religiosi, collaboratori o volontari appartenenti alla Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù.

Il Centro offre uno spazio di ascolto e orientamento, nel rispetto della riservatezza, alle persone che desiderano raccontare la propria esperienza, ricevere informazioni e conoscere le possibilità di accompagnamento e gli strumenti messi a disposizione dalla Provincia.

Orari di apertura

  • Lunedì, dalle 16.00 alle 18.00
  • Giovedì, dalle 10.00 alle 12.00

Via degli Astalli, 16 – Roma

L’accesso è preferibilmente su appuntamento.

Per informazioni e appuntamenti: centrodiascolto@gesuiti.it

Un percorso di giustizia riparativa

È entrato nella fase operativa il percorso di giustizia riparativa annunciato prima dell’estate, in relazione alle vicende che hanno dolorosamente segnato la storia del Movimento Eaucaristico Giovanile dagli anni Novanta ai primi anni Duemila, e in continuità con il Cammino di verità svolto tra il 2024 e il 2025.

Il percorso è affidato a un’équipe di quattro mediatori esperti, indipendenti dalla Compagnia di Gesù, con una consolidata esperienza nell’ambito della giustizia riparativa.

  • Anna Cattaneo, mediatrice penale dal 2005, è iscritta all’elenco ministeriale come mediatrice esperta e formatrice in giustizia riparativa. È presidente di InConTra ETS – Giustizia Riparativa e Mediazione Umanistica e coordina il Centro di Giustizia Riparativa di Bergamo.
  • Filippo Vanoncini, mediatore penale dal 2005, è iscritto all’elenco ministeriale come mediatore esperto e formatore. È vicepresidente di InConTra ETS – Giustizia Riparativa e Mediazione Umanistica e collabora con i Centri di Giustizia Riparativa di Bergamo e Brescia.
  • Maurizio Gozzi, mediatore penale dal 2015, è responsabile del Centro di Giustizia Riparativa Anfora di Reggio Emilia. Da oltre vent’anni opera come manager di servizi alla persona nel terzo settore ed è amministratore delegato di 3C Salute, cooperativa sociale di Reggio Emilia.
  • Caterina Pongiluppi, mediatrice penale dal 2015, è iscritta all’elenco ministeriale come mediatrice esperta e formatrice. Coordina il Centro di Giustizia Riparativa Anfora di Reggio Emilia ed è dottore di ricerca in Diritto penale; insegna Diritto minorile e Giustizia riparativa all’Università di Modena e Reggio Emilia.

Sono già iniziati i colloqui preliminari individuali con le persone che partecipano al percorso. Questa prima fase permette a ciascuna persona di condividere la propria esperienza, le domande e i bisogni, nel rispetto dei propri tempi e della propria libertà di partecipazione.

La giustizia riparativa offre uno spazio in cui tornare sui fatti dolorosi attraverso l’ascolto e il dialogo, favorendo la presa di coscienza del dolore subito e arrecato, il riconoscimento della dignità lesa e l’individuazione di possibili vie di riparazione delle ferite personali e comunitarie.

Il percorso può proseguire, in base ai bisogni e alla volontà dei partecipanti, attraverso incontri di mediazione tra due o più persone o momenti di confronto in gruppo. Le modalità vengono definite insieme alle persone coinvolte.

Gli incontri sono condotti da almeno due mediatori, che operano secondo i principi di indipendenza, imparzialità ed equa vicinanza alle parti. Il loro compito è quello di facilitare il dialogo e creare le condizioni per un confronto autentico e costruttivo.

La partecipazione è libera e volontaria. Sono garantite la riservatezza di quanto condiviso durante gli incontri e la tutela della sicurezza e della dignità di tutte le persone coinvolte.

Per informazioni e per contattare direttamente i mediatori: equipeRJ@proton.me

Leggi la descrizione del percorso scritta dai mediatori (.pdf, 112Kb)

Formazione, prevenzione e responsabilità

L’équipe safeguarding, composta da p. Paul Pace SJ, dalla psicoterapeuta Betty Varghese e dalla dott.ssa Sara Staiano, esperta in safeguarding, ha proseguito il lavoro per rafforzare la cultura dell’ambiente sicuro nella Provincia, attraverso momenti di formazione, la revisione degli strumenti di safeguarding e la definizione di nuove modalità di ascolto e riparazione.

Tra le iniziative formative realizzate, una sessione dedicata al safeguarding nell’ambito del Corso di formazione per Superiori, una giornata rivolta ai Novizi e un percorso specifico sviluppato all’interno della rete delle Scuole della Provincia.

È inoltre in fase di conclusione la revisione del manuale di safeguarding, destinato a offrire indicazioni e strumenti per la prevenzione e la gestione delle situazioni di abuso nei diversi contesti della Provincia: comunità, reti e opere.

Prosegue parallelamente il lavoro di approfondimento avviato a partire dal Final Report, insieme alla riflessione sulle modalità con cui dare seguito a quanto emerso e assumere le responsabilità che ne derivano. In questo contesto è stata elaborata anche una policy relativa ai risarcimenti, quale strumento per tradurre concretamente in azione il riconoscimento del danno arrecato.

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