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Carriera profana

Iñigo perde giovane i suoi genitori e viene trasferito nella città di Arévalo, al seguito del ministro delle finanze del re Fernando il Cattolico, Giovanni Velázquez de Cuéllar; questi cercherà di impartirgli l’educazione cavalleresca e religiosa improntata a “segnalarsi” e a compiere opere grandi. Iñigo non perde tempo nel cercare di rendersi visibile e così ben presto gli abitanti di Arévalo lo conoscono come abile nel suonare la vihuela, strumento nobile delle corti, di grande audacia nei tornei cavallereschi, e agile in danze e feste. Le arti, la guerra, gli agoni sono il pane di cui si ciba Iñigo; la gloria, il potere, l’apparire i valori a cui volentieri avrebbe dato la vita.

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