Passa al contenuto principale
Gesuiti
Gesuiti in Italia, Albania, Malta e Romania
Storie di vocazione

Michael Bugeja SJ

Da dirigente del Crowne Plaza a gesuita

Cinque stelle non bastavano. Così da manager giovane e brillante di una grande catena di alberghi di lusso riparte il cammino alla ricerca di una vera pienezza interiore

Michael Bugeja SJ, gesuita

Da giovane non pensavo alla vita religiosa. Ero un tipo molto ambizioso. Mi interessava il settore del turismo. Malta è un’isola e il lavoro in questo ambito è facile da trovare. A 22 anni avevo già un bel lavoro come manager del marketing di un albergo a 5 stelle. Viaggiavo molto e definivo contratti con tante agenzie. Ma raggiunta la meta che sognavo mi sono reso conto che mi mancava qualcosa. Non ero veramente felice. Tramite un amico ho così iniziato il mio percorso spirituale in un gruppo.

Ritrovare la vera libertà

Un tempo di discernimento vocazionale. Non conoscevo esattamente la strada che mi stava chiedendo di percorrere. L’unica cosa certa che sentivo è che Lui mi voleva per Lui. Avevo parecchio lavoro da fare. Dovevo liberarmi di tante cose: il lavoro che era diventato il mio idolo perché mi dava un’identità, un appartamento che avevo comprato pensando ad un futuro con una famiglia, la macchina e altre cose che avevo acquistato lungo la strada. Mentre mi donava il coraggio di affrontare questa libertà interiore necessaria per abbracciare la vita consacrata iniziavo a chiedermi a quale porta bussare per la futura vita religiosa. 

Il cuore che arde

Andavo a messa dai Carmelitani, ma nessuno mi ha mai chiesto se fossi interessato. Non sapevo come funzionassero questi cammini, dovevo veramente affidarmi alla guida dello Spirito. Sono andato allora a parlare col rettore del seminario maggiore, ma la vita in seminario non mi attraeva. Quel padre gesuita mi aveva consigliato di leggere la vita di Sant’Ignazio di Loyola. Alla fine del libro, c’era la prima bozza delle costituzioni che Ignazio aveva presentato al Papa per chiedere di avviare un nuovo ordine religioso.  Questo si che era l’inizio di qualcosa più profondo. Ho sentito qualcosa nel cuore, che anche io ero lì, che con il mio carattere potevo essere di grande aiuto per la salvezza delle anime, vivendo la chiamata come gesuita. Ricordo bene che era scritto che “doveva insegnare ai ragazzi poveri ed essere di aiuto per quest’ultimi”.

In Compagnia

E allora decido di iniziare il percorso con loro. Avevo parlato con il provinciale e fatto delle esperienze con delle comunità. Così ho incontrato il Dio vivo, non quello descritto in un libro o che mi avevano insegnato, ma un Dio che mi conosceva, mi amava.

L’esperienza più forte in Italia, durante un campo. Meditavo un brano della Scrittura in mezzo alla natura a luglio, guardando gli alberi e le foglie di vari colori. Così ho iniziato a percepire che Dio esisteva, era vero e mi diceva “vai a predicare la mia Parola”.

Mio padre era contentissimo e lo desiderava tanto per me. Mia mamma all’inizio un po’ meno. Sapeva che avrei dovuto allontanarmi da casa per la formazione e che non ci sarebbe stata nessuna garanzia che sarei potuto ritornare a Malta.

Le tappe della formazione

Sono entrato nel noviziato di Genova nel 95. Con altri 10 compagni abbiamo iniziato a camminare insieme. Due anni meravigliosi pieni di tante grazie. Un tempo che non scorderò mai. Poi sono rientrato a Malta nel ‘97 per un anno per seguire un corso all’università di Malta in preparazione agli studi di filosofia a Padova, dal 98 fino all’anno 2000. Poi di nuovo a Malta per il Magistero, due anni al Collegio San Luigi, una benedizione per me ed una conferma per la mia vocazione. Mi sono trovato molto bene con i giovani, e li ho sperimentato veramente la gioia di servire con creatività.

Poi la formazione prosegue in Inghilterra. Tre anni di teologia dove ho studiato e visto tanti musicals al West End di Londra.Nel 2005 dopo l’ ordinazione diaconale, sono stato inviato a Toronto per studiare Pastoral Counselling. Nel 2006 l’ordinazione e nel 2008 il mio primo ministero pastorale come giovane prete, come cappellano all’ università di Malta. Nove anni in cui la mia fede è cresciuta imparando che Il Signore provvede per tutto e tutti, instaurando rapporti di amicizia che ancora oggi rimangono fonte di coraggio per la mia scelta di vita religiosa. 

Ho 2 sorelle sposate, un fratello e 5 nipoti. Anche loro ora con i miei genitori sono contenti del mio percorso. La mia felicità è per loro prova di una scelta giusta.

A servizio dei fratelli

Poi, nel 2017, è arrivata una nuova avventura: la missione come Delegato per Malta. Come spesso succede nella Compagnia di Gesù, quando pensi di aver appena capito dove mettere i piedi… ecco che il Signore ti cambia strada! Così, all’inizio del 2018, si è aggiunta anche la Romania.

Era un servizio molto diverso da quello di cappellano. Non più soltanto accanto ai giovani o alle persone in un luogo preciso, ma accanto ai miei fratelli gesuiti nelle loro necessità, nelle loro domande, nelle loro fatiche e speranze. Un cammino fatto di incontri, ascolto, discernimento… e anche di tanti caffè e telefonate all’ultimo minuto! Dentro di me sentivo spesso ritornare la stessa domanda al Signore: “Ma dove ci stai portando? E cosa ci stai chiedendo adesso?” E piano piano ho imparato che il Signore ama portarci fuori dalla nostra zona di comfort. Lui non ci lascia troppo tranquilli! Appena ci sistemiamo bene… zac… arriva una nuova chiamata.

Nel 2021, quando la Romania è stata pienamente inserita nella Provincia EUM, il Provinciale di allora, p. Roberto Del Riccio SJ, ritenne più opportuno che la Romania passasse direttamente sotto la sua responsabilità. E io, sinceramente, pensavo: “Bene… forse adesso avrò un po’ più di tempo libero!”

Illusione durata pochissimo.

Dopo appena qualche settimana, un bel pomeriggio, ricevo una chiamata Zoom — quelle chiamate che iniziano con un sorriso ma che sai già che ti cambieranno la vita — e mi viene chiesto di assumere il ruolo di Delegato per la Formazione. Una missione che porto avanti ancora oggi.

Devo dire la verità: la formazione mi è sempre stata molto a cuore. Pregavo spesso — anzi, quasi ogni giorno — per i giovani gesuiti e per tutti noi, affinché il Signore ci donasse il coraggio necessario per essere fedeli nelle piccole e grandi cose che la Compagnia ci affida per il servizio delle anime.

Sono stati anni bellissimi. Non facili, certo. Le sfide non sono mancate. Ma accompagnare i fratelli nel loro cammino umano, spirituale e apostolico è davvero un dono enorme. È una di quelle cose che ti stancano… ma ti riempiono il cuore.

E poi, come se non bastasse, nel settembre del 2025, l’attuale Provinciale, p. Ronny Alessio SJ, mi ha chiesto di assumere anche il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione del Collegio St Aloysius di Malta.

Un’altra missione che sento profondamente nel cuore. Perché la scuola è uno di quei luoghi dove si aiutano davvero le anime a cercare e trovare Dio in tutte le cose — anche tra verifiche, corridoi rumorosi, riunioni infinite e stampanti che smettono di funzionare proprio nel momento meno opportuno!

La scuola ti tiene con i piedi per terra e le mani sporche di vita vera. È un campo enorme di lavoro, pieno di responsabilità, ma anche di soddisfazioni immense. Ogni giorno incontri storie, sogni, fragilità, talenti. E capisci che educare non significa solo insegnare materie, ma accompagnare persone a diventare uomini e donne per gli altri.

E guardando indietro… davvero mi viene solo da dire: grazie.

Grato. Felice. Contento.

31 anni passati come un soffio d’aria.

Grazie, Signore.

Ultime notizie
Esplora tutte le news