Esperienziale

Abitare i paradossi

La pedagogia ignaziana ci invita a diventare amici dei paradossi. Il vangelo stesso è pieno di paradossi. Il più grande di tutti è quello della croce: un segno di morte che diventa simbolo di salvezza. Il  cuore dell’uomo è un luogo brulicante di paradossi. Imparare ad abitare la dimensione del paradosso è una via per trovare saggezza e sviluppare la creatività. Così i paradossi ci interpellano continuamente: essere o fare? contemplazione o azione? preghiera o vita profetica? Intimamente uniti a Cristo o completamente inseriti nel mondo?

Celebrare i fallimenti

Vivere un fallimento non è mai piacevole, soprattutto dopo aver lavorato con passione. Rileggere il fallimento e accoglierlo significa lasciarsi mettere in discussione, venire a contatto con la nostra umanità più fragile, conoscere l’umiltà come ulteriore occasione per lasciarsi salvare dal Signore. Sul versante apostolico, questo ci aiuta a empatizzare con le persone che quotidianamente fanno esperienza di insuccessi, delusioni, frustrazioni e ingiustizie. Così impariamo a rispettare e a custodire l’altro ferito, senza scappare impauriti.

Affrontare le opposizioni

Affrontare l’opposizione (certamente dei nemici, ma soprattutto degli amici o a volte dei superiori) in modo costruttivo è un grande aiuto per crescere nella costanza e nella fedeltà alla missione. Imparare a chiedere, dare e ricevere feedback mentre si lavora insieme permette di migliorare la qualità delle nostre relazioni e del  nostro agire. Ignazio negli esercizi invita a prendere sul serio le affermazioni dell’altro, evitando di giudicarle o sminuirle, cercando di capire che cosa veramente vogliono comunicare.